Assessore alla Cultura posta Mussolini, si scatena il putiferio: “Sono stato superficiale, lo rimuovo”

Massimo Di Stefano posta su Facebook frase e volto del Duce, dura reazione del consigliere di minoranza Nicola Palombo. "Ho sbagliato - ammette l'assessore - ma lui strumentalizza"

Può un assessore condividere l’immagine di Benito Mussolini, il dittatore fascista, sulla sua pagina Facebook, pur avendo un ruolo nelle istituzioni democratiche della Repubblica nata dall’antifascismo? La domanda è lecita, visto il putiferio scatenato a Montenero di Bisaccia dal post pubblicato su Facebook ieri sera 19 dicembre dall’assessore alla Cultura del Comune Massimo Di Stefano. “Il tradito potrà anche essere un ingenuo, ma il traditore sarà sempre un infame” con l’immagine di Benito Mussolini, tratta dal sito internet pensieriparole.it.

Un gesto, bisogna dirlo chiaramente, che non si addice a un rappresentante delle istituzioni com’è Di Stefano, e quindi a chiunque si riconosca nei valori della Costituzione, della Repubblica e della democrazia.

Proprio per questo il post è stato ripreso dal consigliere di minoranza di Montenero, Nicola Palombo, con un intervento, sempre su social network, di ferma condanna. “Questo è l’assessore alla cultura del Comune di Montenero. Non sa, ignora che l’Italia è antifascista così come la sua Carta Costituzionale. Non sa, ignora, pur essendo sottufficiale dell’arma dei carabinieri, che l’apologia di fascismo è un reato in Italia e che chi ricopre cariche istituzionali non può assolutamente avere comportamenti che inneggiano alla parte peggiore della nostra storia. Procederò nelle sedi opportune attraverso un’interrogazione e una mozione di sfiducia, perché è evidente che è ignaro e inadeguato al ruolo che ricopre. Attendo le scuse del Sindaco e della sua maggioranza. L’Italia è antifascista”.

L’assessore gli ha replicato quasi subito, sempre via Internet, per chiarire la sua posizione. Lo stesso ha voluto fare rispondendo alle domande di Primonumero. “Il post è nato da un mio pensiero personale di quel momento, e non c’entra nulla la politica locale“.

Fra i commenti, gli utenti Facebook si dividono fra i sostenitori di Di Stefano, alcuni con esternazioni fuori dalle regole democratiche, e altri che invece condannano fermamente la sua uscita, ravvisando anche gli estremi per una denuncia per apologia di fascismo. Cosa che, va detto anche questo, non pare sussistere.

Di stefano post mussolini

Di Stefano riconosce però di aver commesso un errore. “L’ho fatto con superficialità, anche perché ricopro il ruolo di assessore“. Inevitabile però chiedergli un giudizio sul Duce. “Mussolini è stato uno statista, lo dicono i libri di storia”. La storia però ci informa che Mussolini è stato un dittatore. “Sì, questo è vero, però ha fatto tanto per la Repubblica sociale”. Anche se, a onor del vero, Mussolini è salito al potere con la Monarchia, la Repubblica sociale l’ha fondata dopo essere stato destituito.

Alla domanda su come il capo del Fascismo prese il potere, vale a dire a furia di pestaggi e intimidazioni, oltre che sotterfugi politici, compiacenze monarchiche e lassismo di alcuni partiti liberali, Di Stefano ammette: “Non mi riconosco in come Mussolini ha preso il potere, sarei un imbecille a pensarla diversamente. Sono una persona assolutamente democratica”.

Di stefano post mussolini

Tuttavia non nasconde un certo fastidio per il post di Palombo. “Sta strumentalizzando la vicenda, visto che si vota fra 5-6 mesi per le Comunali. Anch’io valuterò nelle sedi opportune come muovermi, visto che mi dà dall’inadeguato”.

Visto il caos creato, l’assessore assicura che farà sparire quell’immagine e quella frase dalla sua bacheca Facebook. “Mi impegno a rimuoverla, il mio pensiero era solo sul traditore e non mi sento di chiedere scusa. Però non voglio che si scaldino gli animi e si accenda l’ira, anche perché siamo in clima natalizio”.