Accuse ai dirigenti, centrosinistra all’attacco di Roberti: “Vigliacco e infantile”

Le accuse del sindaco Francesco Roberti nei confronti dei dirigenti comunali Carmela Cravero (Finanze) e Gianfranco Bove (Lavori pubblici), durante il consiglio comunale di lunedì 9 dicembre, scatenano la reazione veemente del centrosinistra che si scaglia contro il primo cittadino, accusandolo di “vigliaccheria politica”.

“Credevamo di aver visto tutto nei consigli comunali ma così non è – esordiscono i consiglieri di Pd e VotaxTe -. Ed infatti nel Consiglio di ieri, crediamo per la prima volta nella storia di questa prestigiosa assise, abbiamo assistito alle parole di un Sindaco che per giustificare proprie omissioni e scansare le proprie responsabilità ha accusato dei dipendenti comunali ai quali nulla può essere imputato se non di aver fatto il proprio lavoro. Un fatto di una gravità inaudita”.

Il motivo di questa presa di posizione, come ricordano i consiglieri Sbrocca, Scurti, Vigilante e Casolino è la discussione sull’approvazione di un debito fuori bilancio costituito da lavori di somma urgenza su strade comunali eseguiti dal Comune a seguito del nubifragio del 10 luglio 2019”.

La consigliera PD Manuela Vigilante, con una mozione d’ordine, ha sollevato delle osservazioni evidenziando “i ritardi pregiudizievoli con cui la proposta di delibera è stata portata all’approvazione del Consiglio da parte della Giunta e ciò in violazione di una specifica norma di legge. Tale pregiudiziale era stata condivisa anche dalla Rete della Sinistra e dal Movimento 5stelle che a seguito degli interventi della consigliera Stumpo e del consigliere Bovio hanno votato a favore della stessa”.

È a questo punto che il Sindaco è intervenuto “non facendo mea culpa – dicono i quattro esponenti di centrosinistra – e chiedendo scusa per l’ingiustificato ritardo maturato ma accusando animosamente ed ingiustificatamente due dirigenti della struttura comunale, peraltro da lui nominati, di essere la causa di tutto. Quanto abbiamo assistito lo ripetiamo è di una gravità inaudita.

E lo è sia da un punto di vista morale, perché il Sindaco, che è il capo dell’Amministrazione Comunale, – avendo un dovere di vigilanza e controllo – dovrebbe sempre assumersi le responsabilità delle attività amministrative e soprattutto delle omesse attività riferibili al Comune; sia da un punto di vista politico perché devia la propria responsabilità sui dipendenti comunali, assumendo in tal modo un atteggiamento di grande vigliaccheria politica”.

Il centrosinistra termolese ricorda infatti che “secondo la legge è proprio la Giunta – presieduta giustappunto dal Sindaco – e non altri che deve sottoporre al Consiglio, entro venti giorni dall’ordinazione dei lavori di urgenza fatta alla Ditta prescelta, il provvedimento di riconoscimento della spesa, riconoscimento che poi deve essere adottato dal Consiglio entro 30 giorni dalla data di deliberazione della proposta da parte della stessa Giunta.

Ed il Sindaco, forse dimentico del Comune di Termoli per i suoi impegni extracomunali, potrebbe utilizzare anche il nutrito Ufficio di Staff per evitare ritardi ed illegittimità delle procedure.

Troppo facile “lavarsi le mani” pilatescamente e scorrettamente e scaricare la colpa sui dirigenti ai quali va la nostra piena solidarietà.

Un atteggiamento quello del Sindaco, inoltre, connotato da un grado di infantilità assoluta che ricorda quando i bambini a scuola per evitare la punizione della maestra per una marachella, accusano il compagno di banco credendo di farla franca. No Signor Sindaco, non funziona così e la città di Termoli si aspetta dal massimo rappresentante dell’istituzione locale un comportamento diverso e consono al ruolo svolto e per cui è stato eletto”.