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Violenze fasciste, è tempo di reagire

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    Il sonno della ragione genera mostri, recita un famoso quadro di Goya, e questo titolo continua ad essere tragicamente profetico. Come definire altrimenti l’infinita sequela di rivoltanti episodi razzisti e fascisti che ogni giorno scivolano via nel silenzio indifferente di un’Italia addormentata e immemore del suo passato?

    Dalla leghista di Alessandria che insulta una piccola di colore che voleva sedersi accanto a lei al sindaco di Predappio che definisce “di parte” il viaggio ad Auschwitz; dalle spinte su un autobus a Pisa ad una donna algerina, buttata a terra e chiamata “razza di merda”, al sindaco della stessa città che si dichiara orgoglioso di consegnare case popolari a famiglie bianche; per arrivare all’incredibile  necessità di scorta armata per la senatrice Segre, reduce di lager e testimone vivente dell’orrore.

    Potremmo continuare per pagine e pagine: ma questi atti razzisti sono in fondo tutti uguali, figli dell’ignoranza e dell’indifferenza. Ciò che li rende pericolosi e ci spinge ad alzare forte la nostra voce, come ANPI Molise, è la assoluta mancanza di reazioni adeguate a questo proliferare di violenza razzista, sdoganato indubbiamente dalla Lega e dai tanti esibizionismi del suo leader, ma rafforzato e moltiplicato dal silenzio assordante che proviene dalla società civile.

    Le tante denunce ed esposti presentati dall’ANPI nazionale e da tante altre sedi territoriali hanno avuto  poco seguito, e l’opinione pubblica sembra liquidare ogni episodio  come goliardata: i raduni a Predappio, la commemorazione della X Mas, i ragazzi lucchesi che si vestono da nazisti, le astensioni a Montecitorio, i cori razzisti contro calciatori di colore: tutte ragazzate, scherzi. Leggerezze…

    Ma la Notte dei Cristalli a Monaco nel 1938, da cui ebbe inizio la Shoah, arrivò proprio nello stesso clima di indifferenza e sottovalutazione, che preferiva ignorare l’odio che montava, che trovava comoda l’identificazione di un nemico a cui addossare la responsabilità dei problemi economici del paese.

    Possiamo ovviamente fare tutti i distinguo che ottanta anni di distanza storica impongono. Resta preoccupante e rivoltante che una nazione i cui giovani sacrificarono la vita in nome della libertà dal giogo nazista, i cui intellettuali seppero sognare quell’internazionalismo di diritti e uguaglianza espresso nel manifesto di Ventotene, dimostri oggi assoluta indifferenza, o peggio vicinanza, a questi atti di aggressione verbale e fisica.

    Non è più il tempo di tacere: c’è stata una crescita esponenziale di violenza razzista grave (non a caso parallela e proporzionale all’aumento di consensi per il gruppo politico che urla scompostamente “Prima gli Italiani!): 27 casi nel 2016, 46 nel 2017, 126 nel 2018, 112 solo nei primi sei mesi del 2019

    Noi donne e uomini dell’ANPI Molise chiediamo con forza ai cittadini di reagire, di non tacere più di fronte a questi episodi.

    Chiediamo alle autorità istituzionali di ogni ordine e grado di prendere posizione apertamente, nel rispetto della Costituzione che ne definisce compiti e comportamenti, con atti formali nei consigli comunali, regionali e nel Parlamento, prendendo le distanze da questi atti a baluardo contro ogni forma di violenza e di sopraffazione e a tutela dei cittadini che esse, a vario titolo, governano.

    Chiediamo alle autorità prefettizie, di polizia ai magistrati di intervenire con fermezza per sanzionare ogni episodio razzista e fascista, applicando le norme a tutela dei cittadini e della integrità della persona.

    Rifiutiamo con sdegno l’equazione nazismo-comunismo che l’Europa ha avuto il coraggio di affermare, cancellando così l’unicità dell’Olocausto che era stata per settanta anni e riamane la base della memoria del mondo.

    Fino a quando resteremo in silenzio? Fino a vedere, Dio non voglia, roghi di libri e incendi di sinagoghe? Fino a trovare giusto che i migranti, uomini donne e bambini muoiano in mare o di fatica e di aggressioni nei campi per le strade, tanto sono troppi e non sono italiani?

    Anche in Molise è tempo di mobilitarsi contro chi fomenta odio, prevaricazione e violenza. Non si può tollerare che all’Università della nostra regione un professore ordinario di Storia Contemporanea, (e pare non sia il solo), già noto per le sue posizioni negazioniste e animatore di siti e blog nazifascisti, violenti e lesivi possa continuare ad incontrare studenti e tenere corsi considerando anche che la LUISS, ateneo dove pure insegnava, lo ha immediatamente allontanato dalla cattedra.

    Quale rigoroso metodo storico di analisi storica potrà fornire ai giovani chi nega l’Olocausto e augura morte agli stranieri.

    L’ANPI Molise sente il dovere di chiamare tutti e in primis le istituzioni a vigilare ad assumere posizioni di condanna per chi fomenta odio. E’ obbligatorio sorvegliare e reagire: è necessario che siamo noi, individualmente e in associazione, la scorta permanente non solo a Liliana Segre, ma anche a quella società aperta, tollerante, inclusiva, capace di crescere nella mescolanza di culture e saperi che la nostra Costituzione delinea nei suoi articoli per evitare che quella società svanisca nel sonno popolato di mostri che troppi accolgono con entusiasmo.

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