Viaggi negli Usa e polemiche, sul Fatto Quotidiano la delibera ‘votata’ da Washington

La vicenda riportata da Primonumero ha attirato l'attenzione di Alessandro Mantovani a cui Toma ha spiegato: "Abbiamo usato Facetime, tutto regolare". Ma c'è un esposto alla magistratura per fare chiarezza sulla legittimità delle procedure utilizzate.

Ha ottenuto una risonanza nazionale la nomina del nuovo commissario Asrem Virginia Scafarto (ex Asl di Napoli). Non tanto per la sostanza, quanto per la modalità in cui è avvenuta la ‘famosa’ riunione della Giunta regionale, divisa da 8mila chilometri di distanza: nel vecchio Continente, a Campobasso più precisamente, il vice presidente Cotugno e gli assessori Mazzuto e Di Baggio; dall’altro lato dell’oceano, il governatore Toma e l’assessore Cavaliere. Questi ultimi negli Stati Uniti per partecipare al Niaf.

La vicenda riportata da Primonumero ha attirato l’attenzione di Alessandro Mantovani, giornalista del Fatto Quotidiano, che al documento che designa sul filo di lana, nell’ultimo giorno utile, il capo della Sanità in Molise ha dedicato un articolo pubblicato oggi (10 novembre) sul giornale diretto da Marco Travaglio. Mantovani, che cita l’articolo del direttore Monica Vignale ( “La Justice League del Matese in missione speciale: prima delibera fatta col teletrasbordo”, il titolo), parla del “pasticcio” combinato dall’esecutivo di palazzo Vitale e della riunione avvenuta in videoconferenza, dettaglio poi omesso nell’atto e del quale potrebbe presto occuparsi la magistratura. C’è infatti un esposto sulla delibera approvata da Washington in cui si legge testualmente  che “nella sede dell’Ente” era presente la maggioranza della Giunta (l’unico assente Vincenzo Niro, che era all’estero).

Il Fatto Toma

Al Fatto Quotidiano il presidente Toma ha chiarito che era “tutto regolare”. “Abbiamo fatto la videoconferenza – il racconto riportato da Mantovani – erano circa le 11.30, io e l’assessore Cavaliere nella mia stanza d’albergo a Washington, ci siamo collegati per una mezzoretta, io con l’Ipad e la segretaria della giunta in sede con l’Iphone, abbiamo usato Facetime”.

Tutto regolare in base all’ “articolo 3 del regolamento”, ha aggiunto il governatore. Il ‘codicillo’ in pratica disciplina le riunioni di giunta al comma 6 prevede per i “componenti”, senza menzionare il presidente, il “collegamento in videoconferenza o in audioconferenza previo accertamento della loro identità da parte del Segretario”, la giustificazione fornita al Fatto. “La presenza tramite collegamento in videoconferenza o in audioconferenza è attestata nel Foglio Ricognitivo”. Foglio ricognitivo che, badate bene, non può visionare chiunque. Occorre che un consigliere regionale presenti regolare richiesta di accesso agli atti.

Sulla vicenda sarebbero stati avviati i primi accertamenti finalizzati a chiarire i dubbi sulla regolarità della procedura. La delibera n.425 è legittima?