Sequestro Ultravolo, stupore tra i gestori dei Campi vicini: “Il Registro? Non l’abbiamo neanche noi, non è obbligatorio”

Dopo l’operazione della Stazione navale del Roan della Finanza esperti e titolari di campi volo come quello di Termoli smentiscono la necessità di avere un registro del traffico aereo, né di dover rispettare le stringenti normative che riguardano invece le aviosuperfici. L’associazione che gestisce la struttura ha affidato il caso ai legali prima di poter dare la propria versione

Il blitz della Stazione Navale del Roan della Finanza che ha sequestrato l’Ultravolo di Rio vivo è stato un fulmine a ciel sereno che ha fatto rumore a Termoli e dintorni, ma anche nel mondo dell’aviazione sportiva e da diporto. Il punto centrale della questione è se l’Ultravolo si possa classificare come campo di volo, come sostengono gli esperti e come trapela dall’associazione che lo gestisce, o se invece si debba considerare una aviosuperficie. Quest’ultima, a differenza del campo di volo, deve rispettare una normativa molto più stringente, a cominciare dal Registro del traffico di volo.

La differenza, pur se apparentemente sottile, apre a regole ben diverse. Tuttavia nella comunicazione che il Roan ha affidato agli organi di informazione, l’Ultravolo di Termoli è definito sia campo di volo che aviosuperficie.

In seguito alla pubblicazione della notizia, la redazione di Primonumero.it è stata contattata da esperti del settore dell’aviazione sportiva e da diporto, preoccupati nell’aver letto della mancanza di un registro di volo, che riporti decolli e atterraggi. “nemmeno noi lo abbiamo, ma perchè non è obbligatorio”. A sua volta, la nostra testata ha interpellato titolari di altri campi da volo della zona, per poter confrontare quanto è a loro conoscenza e ciò che è accaduto a Termoli.

In città infatti ha destato parecchio scalpore il fatto che una struttura che sorge da 30 anni nello stesso posto e che verosimilmente svolge le stesse attività da sempre, venga considerata improvvisamente abusiva, carente sotto il punto di vista amministrativo, urbanistico e soprattutto della sicurezza. Se così fosse, verrebbe da chiedersi come mai nessuno se n’è accorto finora.

sequestro ultravolo

La normativa segue quanto prescritto dalla legge 106 del 1985 e dal Decreto del Presidente della Repubblica numero 133 del 2010. La legge indica che “gli apparecchi utilizzati per il volo da diporto o sportivo (è questo il caso dell’Ultravolo di Termoli, ndr) non sono considerati aeromobili ai sensi dell’articolo 743 del codice della navigazione”.

Quindi seguono una normativa meno stringente che però resta di non facile interpretazione per le aree adibite a decollo e atterraggio. Ma chi opera nello stesso campo è concorde nel ritenere che quanto viene contestato all’associazione Asd Molise Ultravolo potrebbe non essere corretto.

“Un campo di volo è un pezzo di terreno su cui si può decollare o atterrare, non è soggetta alla normativa dell’aviosuperficie riconosciuta dall’Enac. Non ha nemmeno limiti sulle recinzioni” afferma uno dei titolari di campi di volo del vicino Abruzzo, in una cittadina affacciata sull’Adriatico così come Termoli.

“Non si può scambiare un campo di volo con un’aviosuperficie – il commento di un esperto del settore -. E poi, se i rischi sono veramente questi, anche il Comune dovrebbe essere responsabile”.

Non è escluso che la storia possa arrivare alle vie legali e alla richiesta di dissequestro nelle prossime ore, sebbene non sia solo il problema del registro di volo ad aver innescato la decisione, convalidata dall’Autorità Giudiziaria, di sequestrare l’area.

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Da parte sua la Stazione navale della Guardia di finanza ribadisce ragioni oltre che di legge anche di opportunità dietro la decisione, ritenendo che gli hangar sarebbero in gran parte abusivi e privi di certificazione antincendio e che il fatto che non ci sia un registro di decolli e atterraggi rappresenti una criticità. In sostanza perché non si tiene memoria del traffico di volo su un territorio sensibile ai traffici illeciti dai Balcani. Questo anche se dal vicino Abruzzo strutture simili ribadiscono di non avere il Registro di volo: “Non è obbligatorio, non l’abbiamo mai avuto”. A Termoli peraltro capita non di rado che le stesse forze dell’ordine chiedano e ottengano di usufruire dello spazio dell’Ultravolo per far atterrare i propri velivoli.

L’associazione Asd Molise Ultravolo per il momento preferisce non rilasciare dichiarazione ufficiali, ma è al lavoro coi propri legali per delle opportune verifiche. Possibile che sulla questione del certificato di prevenzione incendi venga chiesto un ulteriore sopralluogo per dimostrare le ragioni dell’associazione. Ma da quanto trapela, nell’associazione c’è fiducia di poter dimostrare di aver operato correttamente.