Tutti al bar per la partita trasmessa col decoder pirata ma i carabinieri sospendono l’incontro

I militari hanno accertato che il titolare dell’esercizio commerciale utilizzava il classico “pezzotto” per la trasmissione dei match senza alcun abbonamento o autorizzazione. E’ stato denunciato all'autorità giudiziaria

Si chiama, in gergo, il pezzotto ed è un decoder molto particolare: una scatoletta, chiamata “box Android”, che collegata alla tv fa vedere tutte le televisioni del mondo, comprese le pay tv e anche le pay per view.

E quindi Sky, Dazn, Mediaset Premium, Primafila (il servizio a pagamento di Sky), Sky on demand, persino Netflix: più tutte le tv a pagamento non solo italiane ma anche estere. Insomma tutto ciò che normalmente si dovrebbe pagare, con il pezzotto è gratis.

L’idea nasce all’estero, ma è stata ‘perfezionata’ a Napoli. Ed è diffusa in tutt’Italia. Anche in Molise, dove i controlli delle forze dell’ordine perlopiù negli esercizi commerciali sono all’ordine del giorno.

 I carabinieri di San Giuliano del Sannio, hanno chiuso il cerchio su un esercente “furbetto” che nel suo bar utilizzava appunto un decoder pirata.

Durante un’attività ispettiva, i militari hanno chiesto la collaborazione di un addetto al controllo di una delle più famose società che gestiscono le Pay tv per effettuare una verifica all’interno del bar in questione.

Durante gli accertamenti nel locale c’erano numerosi avventori intenti a guardare un match calcistico trasmesso proprio dalla piattaforma a pagamento.

Le prime verifiche hanno permesso di appurare che il decoder utilizzato per la trasmissione non era conforme a quelli forniti dalla società allatto della sottoscrizione del contratto di abbonamento. Contratto visionabile, per quanto attiene ai pubblici esercizi, anche sul televisore durante la trasmissione, poiché è evidenziato un simbolo distintivo.

Gli accertamenti successivi, più specifici, hanno accertato che la trasmissione avveniva in streaming, captando il segnale originale da altre fonti e l’esercente era privo di qualsiasi tipo di contratto e sottoscrizione con la società erogatrice del servizio, ottenendo comunque tornaconto per l’attività, attesa la presenza di un cospicuo numero di avventori, interessati prevalentemente all’incontro calcistico in fase di svolgimento.

Partita “sospesa” e proprietario denunciato per l’inosservanza della Legge sulla protezione del diritto d’autore.