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Tossicodipendenze, il grido di allarme dal quartiere San Giovanni. Le storie dei ragazzi de “La Valle dell’Eco” foto

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Oggi sono universitari o impegnati nel servizio militare. Tre anni fa erano gli attori di un mediometraggio nato nel cuore del quartiere San Giovanni di Campobasso. È lì che si trova “La Valle dell’Eco”. Un posto dove le insoddisfazioni urlate a squarciagola, tornano indietro come eco dei palazzi. Una periferia come tante altre, dove i racconti dei ragazzi si sono trasformati in un film ideato e prodotto dall’associazione “Il nostro quartiere San Giovanni”, con la regia di William Mussini e la sceneggiatura di Flavio Brunetti (Backstage fotografico di Lello Muzio). Il progetto, realizzato nel 2016 in collaborazione con il Comune di Campobasso, è stato riproposto ieri al Circolo Sannitico del capoluogo di regione, in occasione della chiusura della mostra fotografica del Festival del Teatro Popolare giunto – quest’anno – alla sua ventitreesima edizione.

Le storie dei giovani di San Giovanni dei Gelsi sono oltremodo attuali. Oggi più di ieri siamo tutti chiamati ad affrontare le problematiche sociali non più latenti di questa città. Le storie che arrivano dalla “Valle dell’Eco” parlano di bullismo, di alcolismo, di droga, di ludopatia, ma anche di solitudine, che non sempre si trasforma in rinascita – come nel film, – ma spesso si tramuta in depressione: uno dei mali più brutti della società attuale. Quanti drammi restano nelle mura di casa! Quanti figli portano il peso di esempi sbagliati sulle spalle! “Nella Valle dell’Eco si urlavano le insoddisfazioni e la voglia di crescere – ha ricordato il regista Brunetti. – Occorre trasformare le parolacce in poesia. Raccontare un nuovo mondo ai ragazzi. Fornirgli parole elevate”. Ed esempi elevati.

L’associazione “Il Nostro Quartiere San Giovanni” si impegna proprio per questo. Dal 1995 è un punto di riferimento per giovani e famiglie. Il parco del quartiere è aperto a tutti ed è un centro di aggregazione sana che andrebbe maggiormente sfruttato e magari replicato. “Sentiamo una lacuna e vogliamo lanciare un grido di allarme. In questa città – ha esordito Carmen Gioia, presidente di “Il Nostro Quartiere San Giovanni” – abbiamo bisogno di aiuto, di concertazione e di politiche serie di welfare. Il nostro scopo è quello di tirare fuori dalla solitudine le persone. Di offrire un parco verde e curato perché la bellezza richiama bellezza, il degrado richiama degrado”.

Non solo degrado materiale, ma anche fisico e mentale. Uno dei metodi per creare aggregazione, ad esempio, è dato dal teatro popolare e dal “contenitore audiovisivo – come ha sottolineato il regista William Mussini – perché permette di arrivare maggiormente ai ragazzi e aiutarli a compiere una sorta di catarsi”. Dal dibattito di ieri al Circolo Sannitico è venuta fuori anche la necessità di fare rete tra le associazioni impegnate nel capoluogo di regione. Nonché la necessità di smuovere le coscienze, non solo delle famiglie, ma anche della politica. “Come amministrazione – ha precisato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Campobasso, Luca Praitano – abbiamo il coraggio di intervenire. Fino ad ora stiamo portando avanti iniziative di lotta all’assistenzialismo, programmazione, analisi del contesto e prevenzione. La ludopatia è un fenomeno devastante in città – ha confermato Praitano. – Un’altra piaga è l’alcolismo. Stiamo predisponendo le armi giuste per intervenire e per riuscire a fare rete con tutte le associazioni che operano nei vari quartieri della città”.

“È sempre più necessario mettere in campo competenze trasversali e le esperienze di ognuno per concorrere alla crescita del nostro tessuto sociale. Non ignoriamo – ha dichiarato e chiuso il sindaco Roberto Gravina – le difficoltà che ci vengono segnalate dai singoli e la lettura dei bisogni sociali che arrivano dalle associazioni”.

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