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Toma rischia sul concorso per dirigenti. “Avviso di sfratto” da 11 consiglieri regionali

Anche Iorio, Calenda e Romagnuolo chiedono col Pd e il 5 Stelle un consiglio straordinario monotematico per discutere del concorso per 28 fra dirigenti e dipendenti da assumere a tempo indeterminato in via Genova. Il Governatore, se i numeri resteranno questi, potrebbe cadere proprio sull'argomento, denunciato anche in aula dal consigliere Andrea Di Lucente che aveva parlato di "vincitori già decisi".

Sembrava la notizia del “secolo”: finalmente un concorso pubblico in Molise. E dove? Non in un paesello sfigato da 400 abitanti, che solo per arrivarci ti devi mettere alla guida di un carro armato sfidando crateri e frane. Macché: in Regione, direttamente. A palazzo Vitale, per la precisione, il non plus ultra dell’appetibilità occupazionale. Un “posto fisso” in via Genova, che c’è di meglio? Praticamente un sogno. Che ora rischia di diventare un incubo per il Governatore Donato Toma e la sua maggioranza, nella quale figura pure Andrea Di Lucente, il consigliere di Vastogirardi che il 23 ottobre scorso, con sorpresa generale, aveva denunciato in aula, esprimendo imbarazzo e preoccupazioni, l’esistenza di una “cinquina” di vincitori. (qui il VIDEO)

Viene spontaneo domandarsi: con chi alzerà la mano in Consiglio regionale Di Lucente il prossimo 12 novembre, quando si metterà ai voti un ordine del giorno proprio sul concorso pubblico della Regione Molise? Con Toma e gli altri colleghi dei banchi di maggioranza, oppure con il Pd e i 5 Stelle che però, sul tema specifico, hanno già incrociato il sostegno di Michele Iorio, Filomena Calenda e Aida Romagnuolo? Questione di numeri, ma in politica i numeri sono tutto, com’è noto.

Sono undici infatti i firmatari della richiesta di consiglio regionale monotematico sul concorso pubblico che intende selezionare 28 tra diplomati e laureati da impiegare in altrettanti posti della macchina regionale, che ancora prima di entrare nel vivo si è attirato pure le bacchettate delle Rsu regionali. Eccoli, i nomi: Fanelli, Facciolla Greco, Iorio, Fontana, De Chirico, Calenda, Primiani, Nola, Manzo e Romagnuolo. Le opposizioni al completo più altri 3 della maggioranza (Iorio, Calenda e Romagnuolo). “Abbiamo chiesto e ottenuto un consiglio monotematico calendarizzato per il prossimo 12 novembre” si legge nella nota. “In qualità di consiglieri regionali, l’obiettivo è infatti quello di comprendere gli indirizzi utilizzati per stilare gli avvisi e offrire contributi per dissipare, nell’interesse della Regione, ogni dubbio, e per assicurare la necessaria trasparenza e correttezza di ogni scelta”.

La trasparenza finora è mancata, come Andrea Di Lucente ha sostenuto in un caloroso intervento pubblico. “Non riesco a capire come possiamo andare avanti così – aveva scandito al microfono, con choc generale – mi aspetto una presa posizione dell’intero consiglio, in particolare su un dirigente che ci sta portando al deragliamento”. Un dirigente – ha aggiunto – “che si è permesso di dire che noi siamo il treno, lui è la stazione”. Non inganni la forma maschile che ha usato. Di Lucente si riferiva sia a Iocca che alla superconsulente Mariaolga Mogavero, braccio operativo del presidente della Giunta, in pole position per essere stabilizzata.

Da un pezzo negli ambienti si mormora che il concorso sia stato fatto per pochi fortunati tra cui lei, la signora Mogavero, direttore del Primo Dipartimento – Presidenza della Giunta regionale. Mariaolga, che come accade spesso quando si siede sulla tolda di comando, non sta simpatica proprio a tutti, è definita “l’ombra di Toma”.

In ogni caso Di Lucente non è stato coinvolto per la richiesta di consiglio monotematico, che il presidente Micone ha accordato senza colpo ferire, guadagnandosi il plauso della battagliera Micaela Fanelli: “Ringrazio il Presidente del Consiglio Salvatore Micone per aver accolto con solerzia la nostra richiesta di seduta monotematica dove, speriamo, tutte le questioni attinenti ai concorsi potranno essere trattate in maniera approfondita, per assicurare le necessarie e doverose risposte ai lavoratori interessati e a tutti coloro che vorranno accedere alle future selezioni”.

Nel corso del consiglio del prossimo 12 novembre infatti si discuterà anche dei dipendenti delle comunità montane e dei precari dell’Agenzia Regionale della Protezione Civile. Per Donato Toma il problema esiste, ed è appunto un fatto di numeri. 11 Consiglieri gli hanno dato l’avviso di sfratto e sicuramente, comunque vada a finire, la procedura concorsuale dovrà essere modificata. Non solo Di Lucente, ma anche un altro esponente del centrodestra, Massimiliano Scarabeo, aveva infatti avvertito: “Se c’è qualcosa di poco chiaro, bisogna andare in Procura”. I criteri del concorso, poco ma sicuro, dovranno essere rivisti. A meno che non accada che anche stavolta i dissidenti vengano richiamati all’ordine da qualche “interesse maggiore”.