Timori per Termoli e Isernia, “ospedali penalizzati”. Nomine e caso Forciniti, Toma: “Seguito procedura correttamente” foto

Il Piano Operativo apre a preoccupazioni per il depotenziamento del San Timoteo e del Veneziale: incontro con la segreteria del Ministro Speranza. Il Governatore Toma e la nuova commissaria Asrem Scafarto in conferenza stampa anche su caso nomine e diffide: "Procedure corrette"

Il depotenziamento dell’offerta sanitaria pubblica a Isernia e in Basso Molise, lo smantellamento della rete di emergenza-urgenza in tutta la regione, la situazione del Punto Nascite di Termoli, la tutela di chi abita nelle aree interne o in montagna e ha molta più difficoltà a raggiungere gli ospedali. Tutti argomenti discussi ieri con la segreteria del ministro della Salute Roberto Speranza.

Rosa Alba Testamento, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, manifesta dopo l’incontro al quale ha preso parte “preoccupazione per le indiscrezioni filtrate nelle ultime settimane sul nuovo Piano operativo sanitario molisano, che prevede un ulteriore dimagrimento delle prestazioni e dei servizi offerti dagli ospedali Veneziale e San Timoteo e nessuna inversione di rotta rispetto al pagamento di cospicui extra budget alle strutture private accreditate”.

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C’è molta apprensione soprattutto nella provincia pentra e in Basso Molise- spiega l’onorevole Testamento – perché se tutte queste notizie venissero confermate si metterebbe in pericolo la garanzia dei livelli essenziali di assistenza che sono già ampiamente compromessi”.

Lo stesso governatore Donato Toma oggi in una conferenza stampa convocata per parlare dei vaccini conferma che il Piano operativo sanitario per il Molise (ancora “top secret” e ancora in visione dai tecnici a Roma) prevede un potenziamento dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, mentre per quanto riguarda Isernia e Termoli gli ospedali resteranno centri spoke, ovvero “satelliti”.

“La senologia a Isernia – ha dichiarato il Governatore rispondendo ad alcune domande della stampa – resterà solo di primo livello, e quindi i pazienti potranno accedere alle visite ma per le operazioni dovranno rivolgersi a Campobasso dove ci sarà l’equipe medica”.

Silenzio sul Punto nascite del San Timoteo, fortemente a rischio e ormai già dato per perso, come anche il silenzio dei sindaci sembra lasciare intendere. Perché, se è vero che la questione è nelle mani dei giudici amministrativi che ad aprile si pronunceranno nel merito, è altrettanto vero che la decisione è essenzialmente politica e i contatti con Vasto, al quale Ostetricia di Termoli dovrebbe essere accorpata, proseguono.

Tanto che lo stesso direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti Thomas Schael e il sindaco Francesco Menna hanno espresso pubblicamente la necessità di “guardare al Molise, anche se non per catturare i pazienti bensì per completare percorsi indispensabili per dare servizi di qualità”.

Donato Toma ha fatto anche il punto sulla nomina del nuovo direttore generale dell’Asrem. La commissione si è insediata non senza qualche difficoltà per la nomina del terzo componente che spettava alla Giunta regionale, e il dettaglio lo rende noto lo stesso Governatore che alla fine ha scelto Francesco Quaglia, nuovo direttore dell’agenzia regionale della sanità in Liguria, consigliato dal “mio amico Giovanni Toti”, come precisa Toma.  Impossibile scegliere un rappresentante della regione Molise dal momento che Lolita Gallo, attuale direttore della sanità in via Genova, è una delle candidate per il vertice dell’agenzia Regionale Sanitaria. Impossibile scegliere al tempo stesso un rappresentante abruzzese dopo che Roberto Fagnano, il compianto ex capo della sanità in Abruzzo, aveva presentato la domanda. “Entro Natale – le parole di Toma – la commissione mi fornirà l’elenco degli idonei. Poi spetterà alla Giunta scegliere il nome, tutto potrebbe avvenire entro un paio di mesi”, la chiosa finale. Il che probabilmente costringerà la stessa Regione a prorogare il contratto a Scafarto oltre il 31 dicembre, data in cui scade l’incarico assegnato lo scorso 31 ottobre dalla giunta regionale con la ormai famosa delibera votata da Washington.

Virginia Scafarto Asrem

Virginia Scafarto si è insediata da una decina di giorni in via Petrella e dà un giudizio sostanzialmente positivo della sanità molisana. Ha incontrato i commissari Giustini e Grossi, ma per il momento si limita a dire: “In Molise ho trovato una buona sanità, poi come in tante altre regioni c’è un gap che si sta coprendo. Ho trovato operatori eccezionali, competenti e questo può far sì che il momento in cui si è risolto il problema del riassetto del territorio daremo ottimi risultati, i presupposti già ci sono”.

Del caso Forciniti, ex direttore amministrativo al quale con atto interno è stato rescisso il contratto in maniera anticipata, Scafarto non parla.

Qualche parola la dice invece Toma: “Ho la ragionevole certezza che abbiamo seguito le procedure in maniera corretta”.

Una risposta secca alla domanda su cosa farà la Regione dopo la diffida inviata dall’ex direttore Forciniti. Nè fornisce ulteriori dettagli il commissario Asrem Virginia Scafarto che è al suo fianco. Dal suo punto di vista il direttore sanitario e il direttore amministrativo sono decaduti nel momento in cui è stata nominata dalla Giunta regionale. “Sono sicura che come figura giuridica quella del commissario è diversa rispetto alla possibilità di mantenere un direttore sanitario e direttore amministrativo. Il direttore sanitario il direttore amministrativo hanno un contratto di tipo privatistico con il direttore generale. Quando il direttore generale non c’è decadono ipso facto”. Ma la vicenda non è chiusa, l’aria è pesante. La consigliera regionale di Prima il Molise Aida Romagnuolo incalza: “Credo sia utile per tutti i molisani sapere se il commissario Scafarto è legittimato a svolgere il suo ruolo”.

“Voglio solo sapere se  il Commissario straordinario dell’Asrem dott.ssa Scafarto, nominata dalla Giunta lo scorso 31 ottobre,  è legittimata o meno a ricoprire quel ruolo e quelle mansioni, ovvero, se i suoi provvedimenti producono effetti giuridici o è solo acqua fresca. In sostanza, quello che poi io chiedo è sostanzialmente quello che si chiedono tutti i molisani, tutti gli addetti ai lavori, i medici, i paramedici e il personale dell’Asrem che mi avranno sempre al loro fianco. Io avrei preferito un manager molisano”.

aida romagnuolo

Il riferimento di Aida Romagnuolo è alla “diffida” promossa da Antonio Forciniti inviata all’Asrem, al Ministero della Salute e soprattutto alla Regione Molise che ha prodotto l’atto di nomina della Scafarto. Atto, ha ancora detto Romagnuolo, “che secondo Forciniti sarebbe illegittimo, e che sarebbe dovuta avvenire il giorno prima e cioè il 30 ottobre. Di questa strana e complicata vicenda desidero precisare due cose: che non ho nulla di personale contro il commissario dott.ssa Scafarto che non conosco e, che sono solidale con il dottor Forciniti se l’atto risultasse nullo”.