Terzo centro commerciale, lavoratori in ansia: “Temiamo il licenziamento”. Ma c’è chi spera in un impiego foto

Dalla rassegnazione dei negozianti al pessimismo dei sindacati di categoria fino alla flebile speranza di chi sta cercando un'occupazione: in città ha suscitato reazioni contrapposte la notizia dell'apertura di un polo con uffici e negozi. Guarracino (Uiltucs) lancia l'appello: "Una legge che disciplini il settore non è più rinviabile". Tremano i dipendenti della grande distribuzione: "Negli ultimi periodi già sono stati persi posti di lavoro e gli stessi negozi aperti nelle gallerie dei centri commerciali hanno chiuso".

Piano terra da 1900 metri quadrati, altrettanti per il primo piano. Infine, un capannone da circa 4mila metri quadrati che completa il progetto.

Le cubature danno l’idea della grandezza del terzo centro commerciale che aprirà nella zona industriale tra Campobasso e Ripalimosani. Vi abbiamo raccontato in un articolo pubblicato due giorni fa (22 ottobre), l’affare che si sta concretizzando nel grosso terreno di proprietà della famiglia Potito. Gli imprenditori campobassani hanno affidato ad una nota agenzia immobiliare del capoluogo l’affitto dei locali commerciali che avranno diverse metrature, in base alle richieste degli acquirenti. E fra questi ultimi non c’è il Lidl, nonostante in città si continui a parlare dell’apertura di un punto vendita del colosso tedesco.

Al clima di attesa però si contrappongono i timori di chi già opera nel settore. Soprattutto, la costruzione del nuovo polo commerciale ha messo in ansia i dipendenti della grande distribuzione e dei due centri commerciali già esistenti – Il Centro del Molise e il Monforte – che si trovano a poche centinaia di metri di distanza dall’edificio che aprirà in viale Unità d’Italia.

“Cosa ci succederà? Saremo licenziati? Il mercato come farà a ‘reggere’ l’apertura di un nuovo centro commerciale?”, si chiedono. Hanno paura di ripercussioni, di perdere il posto di lavoro, come confidano a Primonumero in forma riservata per evitare che si possa risalire alla loro identità e mettere a rischio il loro impiego.

Certo, non possono fare sonni tranquilli. L’anno scorso, ad esempio, si è parlato di tagli al personale del ‘Pianeta’. Esuberi che poi non si sono concretizzati perchè venne offerto un incentivo all’esodo che diciotto lavoratori accettarono.

Si interrogano sull’esito delle loro attività anche i titolari dei negozi del centro di Campobasso che rischiano di subire l’ennesima ‘mazzata’ e che appaiono piuttosto rassegnati. “Probabilmente nascerà una guerra tra i centri commerciali”, la riflessione della titolare di un negozio di abbigliamento di via Pietrunto. “Ma che esigenza c’era di aprire il terzo centro commerciale? Già mi sembrano in crisi gli altri due già esistenti…”.

Sono divisi invece i cittadini, come dimostra l’ampio dibattito generato sui social dalla notizia: “Ma perché non si pensa a costruire scuole nuove?”, si chiede Cinzia. “A Campobasso ci sono più supermercati che persone“, il commento di Maura. “Ma un controllo fiscale approfondito – scrive Andrea – lo vogliamo fare? Visto che una simile concentrazione di centri commerciali in una città così piccola non può essere giustificata dagli introiti che ne deriveranno”.

Non sono ottimistiche nemmeno le previsioni del sindacalista Pasquale Guarracino, segretario regionale della Uiltucs: “Non siamo contro il lavoro, però pongo questa domanda: il mercato richiede che ci sia un altro centro commerciale a Campobasso? Questo è il nostro bacino di utenza. O è cambiato qualcosa in termini demografici e non ce ne siamo accorti: non mi sembra che sia aumentata la popolazione o siano aumentati i ricchi che vivono a Campobasso. Le nuove opportunità di lavoro fanno piacere a tutti, ma non possono avvenire a discapito di altri”.

In sostanza, sostiene Guarracino, l’apertura del terzo centro commerciale “può essere un pericolo per chi lavora nel settore”perchè, argomenta, “negli ultimi periodi nei centri commerciali già sono stati persi posti di lavoro e gli stessi negozi delle gallerie hanno chiuso“. E poi “sarà la condanna a morte nei negozi al centro di Campobasso che è già pieno di serrande abbassate. Ora aumenterà la desertificazione del centro. Infine, non ci sembra nemmeno una mossa intelligente aprire il terzo centro commerciale nel giro di 500 metri”.

Guarracino accende i riflettori anche su un altro problema: la proliferazione dei negozi cinesi “a cui nessuno mette mano”. “La politica dovrebbe porsi un problema perchè in questi negozi vendono prodotti di scarsa qualità a poco prezzo, non sappiamo chi produce (spesso utilizzano i bambini) cosa e poi li vendono. Siamo molto preoccupati su cosa potrà accadere per il futuro e colgo l’occasione per rivolgere un appello alla politica affinchè intervenga con una legge sul commercio che sembrava essere pronta, come ci disse il presidente Toma”.

Al pessimismo del sindacalista, dei lavoratori della grande distribuzione e alla rassegnazione dei commercianti del centro, si contrappone però la timida speranza di chi vede nell’apertura del terzo commerciale un’opportunità di lavoro. Una flebile fiammella in una regione che non offre possibilità di occupazione.

“Scusi, dove si manda il curriculum?”, ci hanno chiesto telefonando alla nostra redazione. Informazione che, cogliamo l’occasione per chiarire, non possiamo dare semplicemente perchè non ci occupiamo nè dell’affitto dei locali nè siamo il privato che si sta occupando della costruzione del grosso immobile.