Terremoto 2018, emergenza prorogata a dicembre 2020 e fondi extra per potenziare “a tempo” gli uffici tecnici comunali foto

Nella Finanziaria ci sarà l’allungamento della fase di emergenza di altri 9 mesi. Subito dopo la nomina del commissario alla Ricostruzione. Approvato l’ordine del giorno di Antonio Federico (M5S) che impegna il Governo a reperire risorse aggiuntive per gli uffici tecnici dei 21 centri del cratere bassomoliano.

Nella Finanziaria ci sarà l’allungamento della fase di emergenza di altri 9 mesi. Subito dopo la nomina del commissario alla Ricostruzione. Approvato l’ordine del giorno di Antonio Federico (M5S) che impegna il Governo a reperire risorse aggiuntive per gli uffici tecnici dei 21 centri del cratere bassomoliano.

Non più il 31 marzo 2020, ma il 31 dicembre 2020. Lo stato di emergenza per i Comuni del Basso Molise colpiti dal terremoto dell’agosto 2018 verrà prorogato. L’onorevole Antonio Federico, del Movimento 5 Stelle, lo fa sapere al termine della discussione del decreto sisma, sostenendo che il Governo si è impegnato ufficialmente a concedere la proroga.

Una proroga attesa, che però sarà ufficiale soltanto con la legge di bilancio, perché ha bisogno del rifinanziamento del fondo emergenze nazionali che ogni anno viene inserito proprio nella finanziaria.

“È un passaggio fondamentale – dichiara Federico – per ottenere nuove risorse per l’autonoma sistemazione e per aiutare i tanti cittadini che hanno subito sgomberi e che sono ancora costretti a pagare un affitto per stare in un’altra casa”.

Non è ancora nero su bianco, ma la prospettiva fa tirare un sospiro di sollievo ai cittadini e ai sindaci dei 21 comuni dell’area del cratere bassomolisano: Acquaviva Collecroce, Campomarino, Castelbottaccio, Castelmauro, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Lupara, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Palata, Portocannone, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna.
Qui sono ancora diverse decine i nuclei familiari che vivono fuori dalle loro abitazioni dichiarate inagibili. “Continuiamo a lavorare al di là delle differenze politiche, forti di un rapporto franco e diretto con i sindaci che ringrazio per il loro impegno e la loro collaborazione”.

L’ordine del giorno collegato al Decreto Sisma che vede Federico primo firmatario è stato approvato questa mattina, e impegna il Governo anche a nominare il commissario straordinario per la ricostruzione, nonché a prevedere nuove risorse per il personale dei comuni del Cratere sismico, che sono piccoli e che tra pensionamenti e carenza strutturale di pianta organica sono coinvolti da un super lavoro al quale non sempre si riesce a fare fronte.

È una delle necessità espresse dai primi cittadini dell’area che hanno fatto presente come gli uffici tecnici comunali siano oberati da una mole di lavoro straordinaria, basti pensare ai sopralluoghi per la verifica della agibilità di edifici sia pubblici che privati, alle ordinanze di sgombero, alle rendicontazioni per l’autonoma sistemazione, alle progettazioni e alle costituzioni dei Coc.

Spesso in questi uffici lavora una sola persona, e l’ordine del giorno impegna il Governo a prevedere risorse aggiuntive alle quali si possa attingere per potenziare gli uffici tecnici. Come? Con assunzioni di nuovo personale a tempo determinato, almeno fino a quando la situazione sisma sarà messa a posto.

E con la garanzia di una copertura di fondi extra rispetto al bilancio comunale. D’altra parte questo è già previsto dal decreto numero 32 del 2019 per il Comuni dell’area etnea.

Tuttavia alla questione del personale comunale potrà essere data risposta solo nel primo provvedimento utile successivo alla nomina del Commissario. “In questo senso, nei giorni scorsi – aggiunge il deputato grillino – ho sollecitato una interlocuzione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il governatore della Regione Molise, Donato Toma, alla luce della quale posso dire che presto avremo il nuovo Commissario”.