Tasse dalle piattaforme in mare, Termoli non si dà per vinta e fa ricorso contro la sentenza pro Petacciato

La Giunta Roberti si appella alla Commissione tributaria provinciale che ha stabilito come nessuna delle piattaforme Edison né il serbatoio galleggiante Alba Marina ricadono nella perimetrazione delle acque del mare di Termoli, bensì in quelle del Comune di Petacciato.

La Giunta comunale di Termoli ha deliberato per far ricorso contro la sentenza della commissione tributaria regionale che ha stabilito poche settimane fa come ad aver diritto delle imposte dovute dalle piattaforme petrolifere Rospo Mare A e Rospo Mare B e del serbatoio galleggiante Alba Marina sia il Comune di Petacciato, e non quello di Termoli.

Questo perché, dai controlli eseguiti, il complesso petrolifero di proprietà di Edison ed Eni ricadrebbe sul territorio di Petacciato per due terzi, e per il restante a Montenero di Bisaccia, ma la legge prevede che benefici dei contributi il Comune che ospita la maggioranza dell’insediamento.

La delibera di Giunta è stata firmata in assenza del sindaco Francesco Roberti, ma non c’è nessun giallo, dato che il 13 novembre scorso il primo cittadino era semplicemente era in viaggio per la Polonia per rinnovare il gemellaggio Termoli-Chorzow.

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Gli altri assessori riuniti hanno messo nero su bianco la decisione della maggioranza Roberti, cioè di non darla vinta a Petacciato così facilmente, visto che sul piatto ci sono ben 23 milioni di euro circa che spetterebbero al confinante Comune adriatico, sebbene sia parso chiaro che l’intento della Giunta Di Pardo sia quello di arrivare a un accordo, una transazione con Edison ed Eni per poter avere una cifra minore ma sicura, senza dover andare avanti a forza di ricorsi contro due colossi dell’energia.

Conferenza piattaforme Petacciato

Petacciato oggi è forte delle conclusioni del consulente tecnico d’ufficio, mentre Termoli si vede beffata dopo che per anni quei soldi di Imu e Tasi, che Edison ed Eni non hanno mai pagato, erano stati messi a bilancio.

Un ricorso alla stessa Commissione tributaria provinciale era quindi preventivabile, anche “a tutela del corretto operato dei competenti uffici dell’Ente” come si legge nella delibera e per cercare di dare ossigeno a un bilancio comunale già poco in salute.