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Sputi al guardalinee: 1500 euro di multa all’Agnone. Tra maleducazione, ironia e danno economico

In occasione del match contro il Campobasso, la società granata è stata condannata con una multa perché qualche tifoso troppo focoso ha deciso di sputare al guardalinee, Roberto D’Ascanio di Roma. La vicenda è stata ripresa anche da Il Fatto Quotidiano che fa amaro sarcasmo sul referto arbitrale giudicato quasi autoptico: “Lanciato sputi all’indirizzo di un assistente arbitrale, colpendolo al braccio sinistro (2 sputi), sui pantaloni (1 sputo) e sulla spalla destra (1 sputo)…”.

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Lo sputo è un segno di disprezzo, lo si insegna ai bambini fin dalla tenera età. Ma se accade da adulti cosa succede? Prendete un campo da calcio, una tifoseria arrabbiata e un povero assistente arbitrale che ha l’unica ‘colpa’ di fare avanti e dietro sulla fascia di competenza proprio sotto il settore di qualche supporter che non ha ricevuto un’educazione evidentemente troppo ferrea sull’argomento. Morale della favola? La società si becca 1500 euro di multa per responsabilità oggettiva e i ‘maleducati’ restano tali, passandola liscia.

Accade ad Agnone, domenica 27 ottobre. Lo scenario è la sfida sentitissima e sempre calda contro il Campobasso. Soliti sfottò, battibecchi anche pesanti a distanza, parolacce, improperi vari. Insomma, niente di così strano sugli spalti. Purtroppo. Ebbene, a inizio secondo tempo, con i rossoblù in vantaggio di un gol e una partita che rimane aperta, Pietro Cogliati decide di provare a mettere in cassaforte il risultato realizzando il gol del 2-0 su assist di Musetti. È praticamente in linea con l’ultimo difensore granata, per l’assistente arbitrale è tutto regolare e l’arbitro assegna il raddoppio agli ospiti.

 

Giù proteste, anche veementi, che nel giro di qualche minuto si trasformano in qualche coro offensivo. E qualcuno pensa bene pure di sputare nei confronti di Roberto D’Ascanio della sezione di Roma che assieme a Giorgio Minafra assiste l’arbitro Dario Madonia di Palermo. Tutto riportato nel referto a fine gara e pubblicato dal giudice sportivo che così si è pronunciato: 1500 euro di multa all’Olympia Agnonese “per avere nel corso del secondo tempo propri sostenitori intonato cori gravemente offensivi e minacciosi, nonché lanciato sputi all’indirizzo di un assistente arbitrale, colpendolo al braccio sinistro (2 sputi), sui pantaloni (1 sputo) e sulla spalla destra (1 sputo)”.

 

La notizia è stata ripresa anche a livello nazionale, da Il Fatto Quotidiano in particolare, che ironizza amaramente sulla vicenda e titola testualmente: “Domeniche bestiali, in Molise il guardalinee inaugura lo sputometro”. Una rubrica che il giornale cura ogni giovedì andando a spulciare tra le pieghe dei comunicati ufficiali della Figc. Nel caso specifico, è attenzionato dal giornalista il modo in cui viene descritto l’accaduto, “gli sputi analizzati come in un referto autoptico con precisione esemplare…”.

 

Al di là di ironie, maleducazione, cattive abitudini pallonare e affini, stringi stringi a dover sborsare la multa è la società che non ha preso affatto bene né la pena inflitta né tantomeno il comportamento di qualche tifoso che proprio non è riuscito a ingoiarla la saliva… 1500 euro da sottrarre, dunque, al buon incasso di quella partita che, lo ricordiamo, ha portato solo nel settore ospiti duecento tifosi campobassani. E la seconda considerazione è che essendo il ‘Civitelle’ un campo sportivo senza barriere certi eccessi andrebbero certamente evitati.

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