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Sparite le trivelle dal bosco Corundoli: “Tutto molto strano, pronti a fare un esposto”

Nelle prime ore di oggi, giovedì 7 novembre, qualcuno ha rimosso i mezzi che stavano effettuando dei campionamenti del terreno nell’area boschiva senza l’autorizzazione del Comune. Il comitato ‘I Discoli del Sinarca’ era stato sul posto ieri sera. “Avevamo sentore potesse succedere qualcosa, il mistero si infittisce”

Spariti nel nulla. Eppure sono mezzi pesanti, visibili, difficili da spostare. Qualcuno però ha rimosso le trivelle, i risultati dei  carotaggi, i furgoni che erano piazzati nel bel mezzo del bosco Corundoli di Montecilfone, verosimilmente alle prime luci del mattino di giovedì 7 novembre. Non si sa con certezza se siano stati gli operai della Soiltest, la ditta che per conto di Snam stava facendo i campionamenti di terreno nell’area dove è previsto un progetto di ingrandimento del gasdotto esistente San Salvo-Biccari.

Un progetto che tuttavia non aveva ottenuto l’autorizzazione del Comune di Montecilfone. Per cui, avuta notizia dei carotaggi, il sindaco ha diffidato la ditta dal proseguire i lavori. Tutte le operazioni sono state bloccate, dopo la segnalazione di alcuni cittadini e del comitato ‘I Discoli del Sinarca’ che aveva parlato di “fatto grave”. Inoltre erano intervenuti i Carabinieri Forestali per un sopralluogo, ascoltare le testimonianze dei ragazzi che avevano notato i mezzi, scattare delle immagini.

trivelle bosco corundoli

Si era appunto in attesa di capirne qualcosa in più, quando stamattina il nuovo colpo di scena. “Il mistero si infittisce – commenta Riccardo Vaccaro, del comitato ‘I Discoli del Sinarca’ -. Ieri sera ci siamo riuniti e poi siamo andati a fare un sopralluogo. Abbiamo scattato delle foto, e qualcuno ha avanzato l’idea di restare a dormire lì. C’era il sentore che potesse succedere qualcosa, perché i mezzi sembravano abbandonati all’improvviso. Il furgone, in particolare, era stato lasciato aperto”.

Sta di fatto che solo qualche ora dopo le trivelle si sono come volatilizzate. “Tutto questo è molto strano, i mezzi erano circondati dal nastro biancorosso, non sappiamo messo da chi”. Non risulta attualmente che i mezzi fossero stati sequestrati, tuttavia il dubbio sorge in virtù del fatto che i Carabinieri Forestali avevano avviato degli accertamenti.

trivelle bosco corundoli

Stamane i Discoli sono stati in caserma, a Montecilfone, ma la competenza è in mano ai Forestali. “Stiamo tentando di avere altre informazioni da loro, vogliamo capirne di più – aggiunge Vaccaro -. Pare che la società fosse stata autorizzata dalla Regione, ma non c’è certezza. In ogni caso siamo preoccupati, alla luce anche delle dichiarazioni del sindaco”.

Il Comitato non ha intenzione di stare con le mani in mano. “Stiamo pensando di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Larino. Non facciamo i pm, lasciamo a loro gli accertamenti, ma siamo preoccupati. Al di là di tutto quello che è accaduto è grave”.

trivelle bosco corundoli

Per altro un esposto era già stato presentato in Procura nel settembre scorso a proposito della possibilità che la Sgi, la società che sta realizzando l’altro gasdotto, il famoso Larino-Chieti, possa o meno transitare all’interno del bosco distruggendo un tratto importante dell’area protetta. “È un fatto che i cantieri sono stati avviati ovunque tranne che nel bosco. Anzi, si fermano a pochi metri dagli alberi che dovrebbero abbattere”.

La battaglia quindi è duplice e i Discoli del Sinarca non vogliono arrendersi. “Stiamo anche considerando l’ipotesi di istituire un presidio permanente all’interno del bosco”.