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Sicurezza, le telecamere sono un mezzo bluff in tutti i Comuni dove sono state installate

Sull’argomento interviene anche il portavoce del M5S Angelo Primiani, che annuncia un’interrogazione al governatore per sapere quali sono le intenzioni della Regione. I pentastellati chiedono un tavolo tecnico in Prefettura

L’allarme è partito da Campobasso, dove su 144 telecamere ne funzionano soltanto una decina. Un vero schiaffo alla sicurezza tanto proclamata con la firma dell’intesa che doveva sviluppare sul territorio un concetto di tutela e salvaguardia ad ampio raggio. Ma man mano si scopre che Campobasso non è l’unico comune interessato da quello che pare ormai un mezzo bluff.

Dopo il centrodestra di Palazzo San Giorgio ora interviene anche il Movimento Cinque Stelle di Palazzo D’Aimmo, chiedendo chiarimenti sugli sviluppi del “Patto per la sicurezza”, che riguarda ben 11 comuni molisani e che “ci è parso da subito evidenziare delle lacune”.

“Purtroppo – scrive in una nota Angelo Primiani – i problemi che stanno emergendo, col passare dei mesi e dopo diversi accessi agli atti, sembrano ancora più gravi: oltre alle lacune tecniche, i sistemi sembrerebbero non adeguati al servizio che dovrebbero svolgere”.

La vicenda ha inizio nel 2014, quando la Giunta regionale guidata da Frattura attiva la linea di intervento “Sicurezza e legalità”, individuando 2 milioni e mezzo di euro a valere sulle risorse Fondo di Sviluppo e Coesione 2007-2013.

Gli interventi a favore della sicurezza si traducono nel “Patto per la Sicurezza”, con l’installazione di un sistema regionale di videosorveglianza nei Comuni di Campobasso, Isernia, Bojano, Campomarino, Guglionesi, Larino, Montenero di Bisaccia, Riccia, Termoli, Agnone e Venafro.

Due anni più tardi si arriva all’aggiudicazione definitiva dell’appalto da parte della Rete Temporanea di Imprese Siemens Spa – Selcom Srl.

“Ad oggi, a 5 anni dalla stipula del patto e a 3 anni dall’aggiudicazione della gara, sembrerebbe che non tutte le 419 telecamere siano perfettamente installate e funzionanti. I ritardi nell’esecuzione dei lavori sembrerebbero essere dovuti – denunciano Primiani e i colleghi consiglieri – anche a lacune tecniche nel progetto appaltato. Circostanza da verificare, che di fatto ha portato a continue proroghe da parte della regione”.

Dunque la questione, che sembrava interessare solo il Comune di Campobasso, pare riguardi invece tutti i Comuni rientranti nel Patto per la sicurezza.

“Per questo – conclude Primiani – già da qualche settimana, in seguito all’accesso agli atti effettuato, alla luce delle criticità segnalate e della necessità di garantire la massima sicurezza ai cittadini molisani, abbiamo depositato un’interpellanza urgente rivolta al Presidente Toma per sapere: se è a conoscenza del complessivo stato dell’arte dei lavori; se la Regione Molise non ritiene necessario attivare un nuovo ed urgente tavolo tecnico di verifica presso la Prefettura di Campobasso e, coinvolgendo i sindaci interessati, programmare le opportune verifiche e valutazioni sull’esecuzione dei lavori; quali azioni intende attivare per giungere, in tempi brevi, al completamento dei lavori; se ritiene di avviare eventuali verifiche sulla redazione del progetto esecutivo e valutare l’effettiva efficacia della realizzazione delle opere in esso descritte; quali sono le attività di monitoraggio e controllo effettuate e da effettuare sui finanziamenti simili a quello in esame, al fine di valutare l’efficacia e il reale raggiungimento degli scopi prefissati”.