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Si spegne la voce di Fred Bongusto, lo chansonnier nato a Campobasso che conquistò l’Italia con le sue canzoni

La notte scorsa, alle 3,30 circa, ha cessato di battere il cuore di Fred Bongusto. Il celebre artista, nato a Campobasso, e il cui nome all'anagrafe era Alfredo Antonio Carlo Buongusto, aveva compiuto 84 anni il 6 aprile scorso. Da qualche tempo aveva problemi di salute. I funerali saranno celebrati a Roma, lunedì 11 novembre, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo.

La sua voce si è spenta nel cuore della notte: alle 3,30 della scorsa notte. Aveva 84 anni Fred Bongusto, lo “chansonnier” dell’amore, il “crooner” che ha fatto sognare l’Italia.

Problemi di salute l’avevano purtroppo costretto a ritirarsi dalle luci dorate del mondo dello spettacolo. Un mondo che lui aveva conquistato negli anni Sessanta, dopo essere partito da Campobasso. Alfredo Antonio Carlo Buongusto (il suo nome all’anagrafe) era nato nel cuore del capoluogo molisano, nel centro storico: via Marconi, 124. E alla sua città ha dedicato ‘Campobasso e il gabbiano’ nella quale cantava “Voglio ritornare a Campobasso… prendo l’autostrada del passato… forse ritornare è troppo tardi, anche se i ricordi non li cancelli più”. Per qualcuno, questo brano è l’emblema del rapporto di amore e odio tra l’artista e il capoluogo. Un altro brano, dal titolo e dal contenuto molto emblematici, lo dedicò al Molise: ‘Mulise, puozz‘e esse accise!’.

E’ proprio in un albergo di Campobasso che Bongusto decide di dedicarsi alla musica sentendo suonare “Mood indigo” di Duke Ellington. Lo raccontò in una intervista al Messaggero: “Avrò avuto sedici o diciassette anni, entrai nella hall di un piccolo albergo. Fuori c’erano due metri di neve. A Campobasso quando nevica non si scherza. Seduto, un signore suonava la chitarra. Era un commesso viaggiatore che era stato costretto a fermarsi lì”.

Lo zio artista gli regala la prima chitarra e agli inizi degli anni Sessanta Bongusto parte per Roma. Esordio a Padova, nel ‘Caffè Pedrocchi’. Da qui inizia una carriera scintillate, con milioni di dischi venduti.

Tra i suoi primi successi, nel 1962, “Doce doce” e “Frida”. E poi, l’anno successivo, “Amore fermati” e “Malaga” (che sarà interpretata con successo anche dal cantante brasiliano Joao Gilberto).

Fa il ‘botto’ conquistando gli italiani con la sua canzone più famosa in assoluto, “Una rotonda sul mare”, sulla quale sono state in seguito costruite leggende varie con varie città (compresa Termoli) a contendersi il merito di aver ispirato gli autori della canzone.

Nel 1966 vince la manifestazione canora ’Un disco per l’estate’ con “Prima c’eri tu”. Il grande successo continuerà ad accompagnarlo soprattutto negli anni ’60 e ’70, con altre canzoni memorabili come “Tre settimane da raccontare”, “Spaghetti a Detroit”, “Balliamo”, “Bellissima bruttissima”, “La mia estate con te”.

Altro tassello della sua lunga carriera la partecipazione al Festival di Sanremo, il ‘tempio’ della musica italiana. Bongusto presenta nel 1986 Cantare, brano che è poi risultato essere il più suonato dell’estate successiva. Tre anni dopo, nel 1989, partecipa con Scusa.

Sposato nel 1967 con Gabriella Palazzoli (una delle prime soubrette negli anni ’50 e ’60, deceduta nel 2015, ndr) Bongusto inizia a girare tutto il mondo facendo conoscere il nome di Campobasso a livello internazionale. “Orgoglio molisano nel mondo”, la definizione dell’ex presidente della Regione Molise Paolo di Laura Frattura.

Non solo canzoni d’amore, ma anche jazz, swing e bossa nova nel suo ‘curriculum’ artistico. Collabora con i grandi della musica brasiliana e con Chet Baker, suona con Ella Fitzgerald, canta con MinaMilva e Ornella Vanoni. Si dice che ad apprezzarlo sia stata anche Jaqueline Kennedy. Negli anni ’90 incide un disco e fa due tournèe con un altro grande della musica di origini molisane, Toquinho. 

“La carta vincente è la mia faccia, la mia personalità. Chi viene a sentirmi me lo legge in fronte che da ragazzo soffrivo perchè non trovavo un rapporto felice”, dice spiegando il segreto del suo successo.

C’è chi racconta che Bongusto non amasse la definizione di “cantante confidenziale”. Pare che la considerasse troppo riduttiva. Lui, del resto, scrive anche colonne sonore per alcuni film come “Malizia” – fortunatissima commedia erotica all’italiana – o quelli di Fantozzi. ‘Una rotonda sul mare’ diventa la colonna sonora di un film di Luchino Visconti. Compone la colonna sonora de ‘Il tigre’ di Dino Risi.

Per i 50 anni di carriera l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi consegna a Bongusto targa d’argento (era il 2005),  mentre in occasione della Festa della Repubblica, viene insignito dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Commendatore ordine al merito della Repubblica Italiana.

Anche Campobasso gli dedica un festival dedicato alla carriera organizzato dall’Associazione Talenti e artisti molisani. Ma lui, forse a causa dei problemi di salute, non è stato mai fisicamente presente a quelle manifestazioni.

In città era tornato nel 2009 per esibirsi al Savoia. E poi per partecipare ai funerali della sorella Margherita che abitava in via Papa Giovanni  XXIII.

Qualcuno ricorda ancora l’esibizione sul palco in piazza Municipio: era il 2000 e il Campobasso di Adelmo Berardo era appena tornato in serie C.

Nel 2012 il ritiro dalle scene musicali, ma nel 2013 fa un’eccezione e si esibisce per un evento dedicato a Franco Califano.

I funerali saranno celebrati a Roma, lunedì 11 novembre, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo.