Rubava dalla carta di credito del paziente, scatta indagine interna: possibile sospensione per l’infermiere

L’Ordine degli Infermieri del Molise ha subito chiesto informazioni in Procura e verificherà se l’uomo indagato per furto aggravato è effettivamente un infermiere. Se così fosse si aprirebbe un provvedimento disciplinare

Potrebbe essere sospeso a breve, se le prime informazioni trapelate dovessero essere confermate, l’uomo denunciato dalla Polizia postale di Campobasso perché sorpreso a prelevare contante dalla carta di credito di un paziente che stava assistendo. Se dovesse essere confermato che si tratta di un infermiere dell’ospedale Cardarelli, quindi dipendente dell’azienda sanitaria regionale, scatterebbe infatti immediato il provvedimento disciplinare nei suoi confronti.

Il caso ha fatto scalpore in tutta la regione. Nella giornata di ieri infatti la Questura di Campobasso ha diffuso un comunicato col quale dava notizia dell’indagine a carico di un infermiere per un caso avvenuto pochi giorni fa proprio nel capoluogo. Le indagini della Polizia postale guidate dal commissario Gabriele Di Giuseppe sono scaturite proprio dalla denuncia della vittima, che aveva notato strani ammanchi sul proprio conto cointestato col figlio, a causa di prelievi effettuati nel periodo di degenza al Cardarelli.

A quanto risulta dalle indagini, l’infermiere sarebbe stato addirittura visto nei pressi di uno sportello bancomat poco prima del turno di lavoro in ospedale. In tutto avrebbe prelevato denaro contante fino a 600 euro. Una vicenda che ha dell’incredibile, in attesa di saperne di più.

In queste ore infatti l’Ordine degli Infermieri del Molise non è rimasto a guardare e ha subito chiesto informazioni alla Procura del capoluogo, con l’intento di appurare le generalità della persona sotto indagine. “Come Ordine dobbiamo fare una indagine interna – conferma la presidente, Maria Cristina Magnocavallo -. Dobbiamo verificare se è un infermiere come è stato detto. Se così fosse, si avvierebbe un provvedimento disciplinare che può arrivare fino alla sospensione. Per questo dobbiamo attivare tutta la procedura”.

L’obiettivo dell’Ordine è fare chiarezza anche nel caso non risulti che la persona indagata sia un vero infermiere. “Se fosse un operatore socio sanitario, o un badante, sarebbe ben diverso. A quel punto come Ordine dovremmo chiedere una smentita. Per questo abbiamo chiesto di sapere il nome e aspettiamo comunicazioni dalla Procura”.