Portocannone in dissesto, impossibile il bilancio in pareggio ma arriva una assurda sanzione da 100mila euro. “O si sana o restituisco la fascia” foto

La batosta renderebbe impossibile continuare ad amministrare il Comune, dove tasse e tagli sono già al massimo. Una sanzione paradossale perchè Portocannone è in default e non può chiudere i bilanci in pareggio.. L'unica chance è un emendamento incardinato nella Finanziaria proposto dal senatore Nannicini. Se la situazione non verrà sanata Caporicci restituirà la fascia tricolore al Prefetto.

Può un comune in dissesto finanziario, con un debito da quasi 5 milioni di euro, chiudere il bilancio in pareggio? No, evidentemente non può. Ma il Ministero dell’Economia e delle Finanze non sente ragioni e fa valere una legge dal sapore paradossale, che aggiunge una beffa da novanta al danno già subito da Portocannone. E cioè una sanzione da 103mila euro per il mancato rispetto del pareggio di bilancio nell’anno 2017.

È piombata, con la forza di un macigno, sul comune a minoranza albanese retto da Giuseppe Caporicci, che quando ha letto la nota firmata dal Ragioniere generale dello Stato arrivata lo scorso 21 novembre non poteva crederci. “Ovvio che avendo dichiarato dissesto e avendo operato su un bilancio squilibrato – spiega il sindaco – abbiamo creato un disavanzo oggettivo. Lo sapevamo, era nelle cose, ed è la conseguenza di un documento contabile che non abbiamo creato certo noi” aggiunge riferendosi alla precedente amministrazione di Luigi Mascio che ha portato i conti di Portocannone in profondo rosso.

Ora però, malgrado sia stato ottenuto il nulla osta ad operare evitando il commissariamento con sacrifici enormi da parte degli amministratori, che hanno tutti rinunciato alle rispettive indennità e si sono fatti carico di tagli non facili a cominciare da quelli ai servizi, è arrivata questa mazzata che suona come una norma assurda, dal momento che appare perfino in contraddittorietà con quanto precedentemente concesso al comune di Portocannone, che sta operando in un regime finanziario eccezionale. La sanzione è infatti in forte contrasto con la possibilità data ai comuni in difficoltà economiche di raggiungere un nuovo equilibrio di bilancio in 5 anni perché si va a comprimere le uniche entrate certe di questi bilanci non in pareggio, vale a dire il Fondo di Solidarietà trasferito dallo Stato.

Per Portocannone significherebbe perdere 31mila euro all’anno in 3 anni. “31mila euro – aggiunge il sindaco Caporicci – sono un terzo della bolletta per la pubblica illuminazione: per noi significherebbe restare con i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre scoperti”.

E’ impossibile infatti operare nuovi tagli, come pure aumentare le aliquote di competenza comunale, che sono già al massimo storico. “L’attuale amministrazione – riflette Caporicci – con enormi sacrifici sta gestendo in via eccezionale una situazione di dissesto che ha messo il Comune in ginocchio. Ogni mese è necessario procedere con variazioni al bilancio, scervellarsi anche per reperire 500 euro con un’opera di taglia e cuci sui conti davvero chirurgica. Una cosa del genere, e cioè vedersi sottrarre il Fondo di Solidarietà per questi importi sarebbe destabilizzante, oltre a non essere assolutamente corretta né da un punto di vista giuscontabile né da un punto di vista morale. Va bene mettere un freno alla gestione finanziaria dei Comuni, ma non si può sanzionare un Comune dove la situazione è già esplosa e dove si stanno seguendo passo dopo passo gli step previsti in accordo con lo stesso Ministero e la Ragioneria Centrale per uscire gradualmente dal deficit”.

Impossibile reperire soldi, perché nessuna strada è più praticabile a Portocannone, né il taglio dei servizi nè l’aumento delle tasse locali. Se la situazione non verrà sanata, Caporicci si recherà dal Prefetto per restituire la fascia tricolore.

“È una ipotesi che non scarto e alla quale sto pensando, perché non sono disposto a farmi massacrare già oltre quello che avviene già, e per giunta con una ipotesi di riequilibrio per un buco che non ho creato certo io, già approvata”. L’unica possibilità è un emendamento che dopo diversi giorni di analisi del problema e di studio è stato presentato dal senatore Nannicini (Pd) e che è finalizzato appunto a sanare la discrasia legislativa che si è generata rispetto alla normativa che regola i conti pubblici per gli enti locali. “L’emendamento – dice ancora Caporicci – vuole eliminare le sanzioni economiche che sono state accertate nei confronti degli enti locali in dissesto per ciò che riguarda il mancato rispetto del patto di stabilità nel 2014 e 2015 e per il mancato rispetto del pareggio di bilancio nel 2016 e nel 2017. Per lo Stato ha un costo irrisorio rispetto alle cifre della Finanziaria, solo 10 milioni di euro”. Ne beneficerebbero circa 20 Comuni per i quali al contrario quei 10 milioni di euro fanno la differenza tra sopravvivere o morire. Caporicci è stato anche all’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani, per illustrare questa nuova batosta e chiedere un provvedimento. Anche l’Anci ha proposto un correttivo per mitigare la situazione dei Comuni inadempienti causa default, “ma solo l’emendamento permetterebbe di continuare ad amministrare con la tranquillità necessaria, dopo tutti i sacrifici fatti”.