Non solo plastica, 200 volontari spazzano via i rifiuti. Ora la vera sfida: basta sporcare la città fotogallery

La tappa zero del tour nazionale Plastic Free è partito da Termoli dove le associazioni ed i volontari si sono riunite sotto la guida di Luca De Gaetano, termolese e ideatore della Onlus contro la plastica, per sensibilizzare la cittadinanza sulle conseguenze dei materiali plastici sull’ecosistema marino e sull’ambiente e per ripulire alcune zone del centro.

Termoli è pulita, ma insieme tornerà a splendere”: con questo incoraggiamento Luca De Gaetano, ideatore della Onlus ‘Plastic Free’, ha dato il via alla tappa zero dell’omonimo tour che nel 2020 toccherà oltre cinquanta città italiane.

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L’obiettivo, come è intuibile dal titolo del progetto, punta a sensibilizzare le persone sulle conseguenze che la plastica apporta all’habitat marino ed all’ambiente: il primo, nello specifico, è sempre più a rischio a causa delle microplastiche disperse nei mari che vengono scambiate per cibo da pesci e tartarughe che, dopo averle inghiottite, spesso muoiono.

La realtà bassomolisana, selezionata per essere la prima città ad ospitare l’evento (non a caso De Gaetano è termolese), ha accolto una vasta delegazione di persone ed associazioni: dai volontari di ‘Plastic Free’, passando per il Sae112, l’Anpana, l’associazione Terzo Millennio, gli scout e perfino l’eco-sportello della Rieco Sud Scarl, l’azienda che si occupa della raccolta differenziata in città, che ha voluto essere presente personalmente all’iniziativa ed ha fornito le buste per la raccolta dei rifiuti.

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Accanto a loro anche volontari provenienti da Napoli, Bari e Vasto assieme a cittadini comuni, agli assessori del Comune di Termoli Rita Colaci (ambiente) e Giuseppe Mottola (bilancio), ai consiglieri di maggioranza Nico Balice e Annibale Ciarniello, alla Capitaneria di Porto ed alla Guardia Costiera.

Armati di guanti e magliette riportanti il nome dell’iniziativa, forniti dall’associazione organizzatrice, i circa 200 volontari – che per un giorno sono stati comuni cittadini come tutti gli altri – si sono ritrovati alle 10 di questa mattina, domenica 10 novembre, nello spazio antistante la scalinata del folklore. Dopo la consegna del materiale utile e le foto di rito, i volontari si sono divisi in gruppi, spargendosi lungo il centro città e sul Lungomare Cristoforo Colombo, raccogliendo tutti i rifiuti gettati dai soliti maleducati. Due intense ore, accompagnate da risa, chiacchiere e da una salutare passeggiata, hanno permesso a Termoli di tornare a splendere.

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La maggior parte dei rifiuti rinvenuti, nemmeno a farlo a posta, sono di natura plastica: dalle bottigliette per l’acqua alle buste, dalle posate ai bicchieri. Una varietà incredibile di materiale usa e getta, frutto di politiche di riduzione poco convincenti e di disinteressamento dei residenti: “Sono diversi i Comuni dove gli assessori all’ambiente non riescono a far passare le delibere che vietano la plastica” ha commentato l’Assessore Colaci.

La causa? “Gli esercenti – aggiunge De Gaetano – Sostengono che guadagnerebbero meno con l’utilizzo di prodotti ecosostenibili perché dovrebbero alzare il costo, per esempio, dell’acqua in lattina o di piatti, posati e bicchiere che rispettino l’ambiente”. Segno evidente che la guerra alla plastica non è ancora stata vinta.

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Eppure l’obiettivo 2021 non è così lontano: tra poco più di un anno entrerà in vigore la Direttiva Europea che impone agli stati membri di vietare l’uso di alcuni prodotti plastici monouso (piatti, posate, cannucce, cotton fioc). Un preludio per un traguardo ben più ambizioso che vedrà, in un futuro non troppo lontano (almeno si spera) lo stop definitivo alla produzione di plastica a favore di prodotti ecosostenibili che rispettino l’ambiente e noi stessi.