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Pierluigi, un termolese diventato illustratore Disney. “Sono un pittore digitale e sogno Batman e Spiderman”

Il termolese 37enne Pierluigi Casolino è l’illustratore della Disney da qualche anno. Realizza gli sfondi dei disegni dei cartoni animati che diventano poi cartacei e vengono visti da milioni di bambini

Proprio quando stava per mollare tutto e cambiare vita, è cambiato tutto e gli si è aperta non una porta ma un vero portone. E su quel portone tanto alto, di quelli che guardi da sotto puntando gli occhi al cielo, un po’ come nei film fantastici di cui sono i primi al mondo, c’era scritto Disney. Questa è la storia di un termolese che si sta facendo largo in un mondo fantastico, il suo nome è Pierluigi Casolino.

La casa di produzione americana di cartoni animati, fumetti, storie e film gli ha offerto un contratto di lavoro per entrare a far parte del suo gruppo di illustratori. E così, in un batter d’occhio si è ritrovato a firmare un contratto di una trentina di pagine, “in cui più di una ventina dicono che tutto ciò che produco appartiene a loro, ho un contratto di esclusiva e non posso rivelare nulla, ma proprio nulla di tutto ciò che faccio“.

Lo mette subito in chiaro all’inizio della chiacchierata davanti ad un caffè freddo in pieno agosto, quando continua ancora a lavorare ma a ritmo più lento “perché i capi americani sono in ferie e me la posso prendere con più calma, ma di certo io non sono in vacanza, diciamo che allento un po’ il ritmo, rallento i tempi ma non mi fermo mai”. Niente esclusive quindi, nessuna immagine da pubblicare firmata Disney, ma tanto da raccontare di un mondo fatto di precisione, impegno, passione, una tavolozza di colori da cui attingere e creare sfumature infinite e accostamenti pazzeschi, e tanta pazienza.

Lui ha 37 anni, è termolese, ha studiato al Liceo Artistico Jacovitti di Termoli e si è formato al Comix di Chieti prima e di Roma poi. “Ho fatto una gavetta lunghissima, interminabile, lavorando con le piccole realtà editoriali, il mio sogno era diventare un illustratore scientifico perché sono specializzato nella colorazione a mano in acrilico. Il primo lavoro importante l’ho avuto in Francia con una produzione indipendente, di cui posso mostrare ciò che ho realizzato (nelle foto sotto, ndr). Ho studiato la storia per ritrovare i colori del tempo, gli abiti, i tessuti, le pelli, gli elementi e anche gli oggetti, per scoprire ogni singolo elemento e realizzarlo nel disegno ed essere il più fedele possibile”.

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Dalla Francia è passato all’America, passando per l’Italia ma restando sempre a casa sua. “Il mio procuratore mi ha proposto la Disney, ho studiato qualche mese e ho iniziato a lavorare per la Disney Italia e per Real Life, una serie a fumetti a cui ho lavorato per cinque anni prima di approdare alla casa di produzione mondiale. Cosa ho fatto? Planes, la versione aerea di Cars. Ma io non sono il disegnatore dei personaggi, sono un pittore digitale e mi occupo dei background, degli sfondi del cartone animato relativo alla parte cartacea del prodotto”. Alla Disney funziona così, ci sono comparti diversi relativi all’animazione, al digitale, al cartaceo e Pierluigi lavora a quest’ultimo.

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Dallo studio di casa sua, davanti ad uno schermo gigante e ad una tavoletta che fa da foglio bianco e con una speciale penna tra le mani, crea qualsiasi cosa. Nulla a che fare con il Paint dei comuni mortali che si divertono a scegliere colore, riempire gli spazi con il secchiello e disegnare linee. “Diciamo che è un po’ più complesso – scherza sorridendo – posso creare il mio pennello per ottenere la sfumatura che voglio, posso scegliere le gradazioni di colore che più mi piacciono e quelle che rendono perfettamente la mia idea. Ecco perché sono un pittore digitale, il mio dipinto si realizza in digitale grazie alle nuove tecnologie. Lavoro anche cinque o sei ore di seguito al giorno perché quando devo consegnare una tavola devo iniziare e finire, poi c’è il fuso orario che non aiuta perché quando loro mi mandano le richiesta in pieno giorno da me è notte e mi tocca comunque lavorare”.

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Ma non ci sono solo gli aeroplanini nel suo curriculum, ci sono anche Big Hero 6 e poi Frozen, successo internazionale che ha raccolto milioni di dollari tra film e merchandising, e Mulan 2, Oceania e Dumbo nel reboot della storia originale in un libro illustrato. Ma soprattutto lui si può definire un po’ il padre dei supereroi Marvel. Quali? “Quasi tutti, mi piacciono tantissimo. In questo caso ricevo dal disegnatore la tavola con un suo disegno essenziale e poi io inizio a dipingere, così il suo disegno scompare”.

Da sette anni i geni del cartone animato internazionale sono i suoi datori di lavoro, ma lui di mettere piede nella grande sede americana per vedere dal vivo cosa succede lì non ci ha mai pensato. “Non mi interessa andare lì, forse un giorno ci andrò, ma per il momento non ne sento l’esigenza. Ho imparato che il detto ‘Attento a quello che desideri perché rischi di ottenerlo’ è vero, desideravo fare questo da bambino, essere a contatto con i colori e ci sono riuscito, sto bene così. Però un sogno ce l’ho, anzi due: mi piacerebbe diventare il disegnatore dei seriali della Marvel, cioè lavorare ai fumetti che escono mensilmente dei grandi personaggi classici, Spiderman e Batman che sono i miei miti, perché in quel caso sarebbe una grande soddisfazione. E poi vorrei trasmettere le mie conoscenze a chi vuole fare questo mestiere, creare uno studio associato in cui poter condividere e insegnare ai ragazzi appassionati”.

Lui i sogni ce li ha, ma intanto, forse senza saperlo e immaginarlo, nel suo piccolo e con i suoi sfondi colorati, intensi e magici, realizza quelli dei bambini e non solo.