Piano sanitario e nomine, “faccia a faccia” al Ministero tra Giustini e Toma, che chiede lo stop al commissario

Oggi a Roma convocati dalla Segreteria del ministro Roberto Speranza il commissario Angelo Giustini e il Governatore Donato Toma, da un pezzo ai ferri corti sia per i contenuti del Piano sanità che per la vicenda della nomina di Scafarto.  

Sarà Goffredo Zaccardi, il capo di gabinetto del ministro Speranza, a gestire il “faccia a faccia” tra il Governatore del Molise Donato Toma e il commissario Angelo Giustini, da un pezzo ai ferri corti. Il primo confronto dopo mesi di non dialogo tra il presidente della Giunta regionale, che oggi punta il dito contro il piano operativo del commissario definendolo uno spezzatino, e il generale in pensione a suo tempo indicato dalla Lega per occuparsi di riorganizzazione sanitaria in Molise, avverrà dunque a Roma, nella sede del Ministero alla salute.

Tra i nodi da sciogliere la nomina di Maria Virginia Scafarto come commissaria Asrem con la famosa delibera votata tra Campobasso e Washington il 31 ottobre scorso. Una nomina che per Toma ha rispettato pienamente la procedura, ma che secondo Giustini era di competenza della struttura commissariale in virtù di una norma di legge inserita nel decreto Calabria, come sostenuto anche dai legali di Antonio Forciniti, ormai ex direttore amministrativo Asrem “licenziato” in anticipo sulla scadenza naturale del contratto. Lo stesso ministero della Salute infatti ha ricevuto la pre-diffida firmata da Iacovino e Fiorini per conto dell’ex direttore che chiede di annullare in autotutela la delibera di nomina della commissaria Scafarto.

Come andrà a finire la vicenda? Per ora quello che si sa è che il Governatore oggi chiederà ufficialmente la fine del commissariamento e quindi di Giustini e preannuncerà la richiesta di deroga al decreto Balduzzi da sottoporre in Conferenza Stato-Regioni “per il riconoscimento del Cardarelli come Dea di II livello e di Termoli e Isernia come ospedali di I livello” (col Balduzzi sono satelliti del nosocomio campobassano) e per il mantenimento del Punto Nascita al San Timoteo.

All’attenzione del Ministero della Salute sarà portato anche il Piano operativo sanitario, che domani tornerà in Molise per gli ultimi passaggi dell’approvazione finale. Toma considera il piano messo a punto dai commissari governativi un “pericoloso spezzatino che mette a rischio  il diritto alla salute sancito dalla Costituzione”.

Per il Governatore il Molise, forte della copertura del deficit con 4 milioni di euro prelevati dai capitoli di spesa del bilancio regionale 2018 e dei livelli assistenziali più alti della Calabria, può uscire dal commissariamento. “L’attuazione del piano di rientro spetta alla politica molisana” dichiara Toma, che ieri a margine del presidio davanti alla Regione ha contestato il Piano Giustini e Grossi, che depotenzia fortemente gli ospedali di Isernia e Termoli, dove scompare addirittura il punto nascita e dove è a rischio “scippo” da parte del san Pio di Vasto anche l’Emodinamica, come da notizia degli ultimi giorni. Aria tesa e frizioni anche per le novità che il documento introduce in merito alla gestione della rete urgenze, che così come è impostata (con una onerosa convenzione col Neuromed di Pozzilli) costerebbe troppo al Molise e penalizzerebbe troppo il pubblico.

Anche sotto questo aspetto il Molise esce con le ossa rotte. Al Neuromed infatti d’ora in avanti saranno trattati solo gli ictus emorragici che arriveranno al Veneziale di Isernia, mentre per quanto riguarda invece i casi gravi approdati al Cardarelli, questi saranno dirottati a Benevento. E infine le urgenze di Termoli finiranno agli Ospedali Riuniti di Foggia. Il commissario ha fatto una scelta anche sulla base dei tempi di percorrenza tra i vari presidi ospedalieri, ma è chiaro che questa soluzione scontenta doppiamente il Governatore.

In ogni caso le reti tempo dipendenti dipenderanno dalle altre regioni, alle quali il Molise dovrà pagare le prestazioni che non riesce ad erogare, aumentando sensibilmente il tasso di mobilità cosiddetta passiva. Agnone – dove questa mattina c’è stata una protesta alla quale hanno preso parte anche molti giovani  – diventerà ospedale di comunità, come d’altra parte già sono Venafro e Larino. E brutte notizie anche per l’elisoccorso perché secondo il piano di Giustini e Grossi il Molise non potrà avere un servizio di trasporto autonomo ma dovrà, anche in questo caso, attivare collaborazioni per trasporto pazienti aereo con le regioni limitrofe.