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Per la madre di Mariangela uno spiraglio nel muro della burocrazia: dopo l’articolo la telefonata del presidente nazionale Inps foto

Pasquale Tridico ha chiamato questa mattina Concettina Aquilante, protagonista di una folle storia di burocrazia senza umanità raccontata da Primonumero e ripresa su facebook dal senatore Gianluigi paragone, che la prossima settimana andrà a trovare madre e figlia a San Martino in Pensilis. Mariangela è cieca e inchiodata da una sedia a rotelle dalla nascita, ma l'Inps ha ripreso un anno di pensione per un vizio burocratico. "Quando ha chiamato il presidente Tridico ho pensato a uno scherzo. Oggi sono felice, perché finalmente qualcuno si interessa a questa storia".

Quando questa mattina è arrivata la telefonata, Concettina Aquilante ha pensato a uno scherzo. E invece dall’altra parte del filo c’era davvero il presidente nazionale Inps. Pasquale Tridico, l’economista che dal marzo scorso è al vertice dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, ha appreso la storia della madre di Mariangela attraverso l’articolo di Primonumero.it, pubblicato ieri, che grazie alle segnalazioni di una giornalista Rai è arrivato sulla pagina Facebook del senatore Gianluigi Paragone, noto conduttore televisivo oltre che esponente del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle.

Ieri Paragone ha postato l’articolo del direttore di Primonumero Monica Vignale, che racconta la battaglia di Concettina contro i tentacoli della burocrazia da quattro lunghi anni, la sua amarezza per l’assegno di invalidità destinato alla figlia disabile che lo Stato si è ripreso per una omessa dichiarazione dei redditi relativa all’annualità 2011. Un cavillo burocratico, viste le condizioni di Mariangela, 32 anni, nata con una gravissima disabilità mentale e fisica. Non ha sviluppato i centri nervosi, non parla, e cieca, inchiodata dalla nascita a una sedia a rotelle.

Concettina Aquilante combatte contro mostri e mulini a vento, si sente umiliata e finora, malgrado le rassicurazioni e le promesse, ha avuto una sola concreta risposta. Questa: “La legge non ammette ignoranza”, come le hanno detto e ripetuto in tutti gli uffici dove si decidono e si gestiscono gli assegni pensionistici per i disabili, come quella figlia che è a tutti gli effetti una neonata e ha bisogno di assistenza continua e ininterrotta, ogni giorno da tre decenni.

Fino a oggi, quando le parole di Pasquale Tridico hanno aperto finalmente uno spiraglio nel muro compatto con il quale finora si è scontrata. “Non mi sembrava vero, ho pensato che fosse uno scherzo ma poi lui mi ha rassicurata spiegandomi che aveva acquisito la mia storia e che aveva già dato disposizione all’ufficio competente di stoppare i prelievi sui nuovi assegni e di restituirmi quello che un po’ alla volta l’Inps si è ripreso”.

Tridico, come ha confermato oggi in una diretta Facebook con la signora Aquilante lo stesso Paragone, martedì incontrerà il ministro Nunzia Catalfo, responsabile del dicastero del Lavoro, e in quel frangente sarà affrontata e risolta la vicenda della madre di Mariangela, alla quale intanto il presidente ha fatto le scuse a nome dell’Istituto che dirige da pochi mesi.

Per Concettina il calvario è in procinto di terminare: la parola giustizia comincia ad assumere contorni più definiti. Nulla potrà risarcirla per quello che ha passato, ma ha avuto la possibilità di portare all’attenzione più alta la sua storia impossibile, fatta di regolamenti, norme, cartelle esattoriali, assegni e bollettini di pagamento. E di trattenute mortificanti sulla pensione alla quale Mariangela ha sempre avuto diritto non potendo svolgere alcun ruolo nella società, figurarsi lavorare.

“Oggi sono felice” confida Concettina “Finalmente qualcuno mi ascolta e si è preso un impegno a risolvere la situazione”.

Intanto il senatore Gianluigi Paragone ha annunciato di voler andare a trovarla a San Martino in Pensilis per conoscere anche Mariangela. Lei, Concettina, lo ha sempre detto: “Dovrebbero essere le istituzioni a venire da noi a chiedere di cosa abbiamo bisogno, non possiamo ogni volta domandare l’elemosina. Garantire una vita dignitosa a tutti significa pensare anche ai disabili e ai loro familiari, che non hanno un ruolo riconosciuto in questa società malgrado facciano un lavoro immane e straordinario”. Che sia la volta buona.