Parcheggio dell’ospedale al buio, “temiamo di essere investiti o derubati” foto

Il timore di essere investiti o derubati da qualche malintenzionato: questa la preoccupazione che ha spinto Cittadinanzattiva a denunciare lo stato in cui versa la pubblica illuminazione di uno dei parcheggi dell’ospedale di Campobasso. Da qui l’appello al Comune e all’Asrem per sollecitare interventi per l’area antistante l’obitorio.

“Ieri (12 novembre, ndr) il parcheggio era ancora completamente al buio”, la segnalazione di Giovanna Pizzuto, coordinatrice nel capoluogo dell’associazione. “E’ necessario – scrive – adottare soluzioni alternative (collocazione di fari provvisori ad esempio)” dal momento che “quando c’è di mezzo la sicurezza dei cittadini, ogni problema andrebbe risolto nel più breve tempo possibile”.

Del resto, “con l’approssimarsi dell’inverno non ci saranno tante notti di luna piena”.

E quindi sia gli operatori del nosocomio di contrada Tappino che i familiari dei malati corrono seri rischi. “I pericoli sono almeno di duplice natura: in primo luogo, camminare sul piazzale è davvero un’impresa, atteso che non si vede nulla e che la gente per farsi strada utilizza anche i cellulari nella ricerca della propria automobile.

L’altro pericolo è quello di ritrovarsi di fronte a qualche malintenzionato. Le zone al buio rappresentano una ghiotta occasione per la microcriminalità, specie in relazione a luoghi così frequentati. Infatti l’area di sera, è frequentata soprattutto da operatori sanitari che finiscono o iniziano il turno di lavoro, oppure dai familiari dei pazienti comprese donne e anziani e non sempre si trova qualcuno disponibile ad accompagnarli fino all’auto.

Oramai è riportato in ogni linea guida dei piani di sicurezza e vademecum prefettizi e delle forze dell’ordine: lasciare una luce accesa anche di notte scoraggia i malintenzionati e consente, in caso d’installazione di un impianto di video sorveglianza, una migliore registrazione delle immagini e rappresenta, inoltre, un valido deterrente anche contro gli atti vandalici.

Ci lascia meravigliati quindi che l’ingresso di quello che si definisce la più importante struttura sanitaria pubblica del capoluogo, che tanto vogliamo tenerci stretta, debba restare all’ombra per l’inerzia di chi dovrebbe intervenire”.