Ortopedie, si zoppica a vista. La Regione non paga le forniture da 5 mesi, si rischia il blocco di carrozzine e protesi

I titolari dei principali rivenditori di ausili ortopedici molisani per invalidi, disabili, allettati allo stremo. Nel corso del 2019 i ritardi dei pagamenti da parte della Regione sono diventati sempre più importanti: “nelle altre regioni si paga ogni 2 mesi, in Molise siamo arrivati a 150 giorni di ritardo, così non si può continuare”. Il rischio? La paralisi del settore, con gravi ripercussioni sui cittadini ma anche sull’economia.

Sedie a rotelle, dispositivi di sostegno e aiuto alla mobilità, letti ortopedici, protesi. I pazienti in attesa – che sono tanti, considerando anche l’età avanzata della popolazione molisana – potrebbero restare presto delusi nelle legittime, sacrosante aspettative di ricevere in tempi ragionevoli i preziosi ausili per una vita dignitosa malgrado la condizione invalidante.

Si rischia lo stop totale delle forniture in Molise, unica regione che non si è adeguata allo standard dei pagamenti entro 60 giorni, che ormai – raccontano i titolari delle principali Ortopediche tra Termoli e Campobasso – riguarda anche regioni notoriamente “lumaca” come Lazio e Campania.

Ma se il Mezzogiorno ha finalmente recepito le indicazioni del Ministero, che impongono alle Aziende sanitarie regionali di pagare le fatture per materiale ortopedico entro 60 giorni, e se le Aziende sanitarie attraverso le Regioni si sono messe in regola, il Molise registra il primato negativo: è la sola a “sforare” sui tempi. E non di qualche settimana, ma di 130, 150 giorni. In pratica la Regione non liquida le fatture delle Ortopediche da 5 mesi.

Le ultime fatture saldate risalgono a giugno. Da quel momento il nulla totale, con l’aggravante che “non abbiamo un referente, non sappiamo con chi parlare”. Cosa è successo, esattamente? Perché la situazione sta precipitando così, e il Molise sta tornando a livelli di anni e anni fa, visto che, ammettono gli stessi rivenditori, “nel 2017 le cose erano andate benissimo, e anche il 2018 tutto sommato è stato caratterizzato da pagamenti abbastanza regolari”?

I problemi sono iniziati alla fine dello scorso anno, e le settimane di ritardo rispetto ai 90 giorni massimo entro i quali la struttura regionale ha liquidato, nel 2018, le fatture per le forniture ortopediche, sono diventati 100 giorni, poi 130, poi 150. Troppi, specialmente perché le altre regioni pagano entro i tempi previst e questo rende il Molise “maglia nera” d’Italia, con tutte le ripercussioni del caso.

 

Quali? Che le Ortopedie non possono programmare niente, e devono rivolgersi – come sta accadendo – agli avvocati per avere giustizia. La trafila della messa in mora però, ha pochi benefici per i pazienti, che ci rimettono più di tutti gli altri. Presto i molisani che si rivolgono alle strutture che forniscono ausili per la mobilità e protesi sul territorio potrebbero sentirsi dire che non è possibile avere carrozzine, letti speciali, protesi, ortesi, sistemi antidecubito, sistemi posturali, ausili pediatrici, scarpe ortopediche e insomma, tutta quella mole di attrezzi che consentono di vivere – se non al massimo almeno in maniera dignitosa – malgrado limitazioni e invalidità.

“I nostri problemi – dicono le Ortopediche – sono i fornitori, ovvero grandi aziende e multinazionali che non aspettano di sicuro i tempi della regione Molise. Noi possiamo anticipare fino a un certo punto, ma non offrendo solo servizi bensì forniture, che devono essere cioè acquistate e pagate, non ci possiamo permettere di aspettare all’infinito”.

I nodi della disorganizzazione interna stanno venendo al pettine, mettendo i titolari molisani in una condizione di completo disagio verso le regioni limitrofe dove al contrario il problema non si pone perché le aziende sanitarie pagano, a Pescara come a Foggia, nei tempi previsti. In pratica si rischia che da domani, malgrado l’autorizzazione Asrem in mano, centinaia e centinaia di pazienti che hanno bisogno di forniture ortopediche si sentano rispondere: “Non possiamo, ci dispiace”. E che quindi si rivolgano strutture di regioni limitrofe, andando a penalizzare ulteriormente la già fragile economia molisana e compromettendo pure il lavoro dei dipendenti dei centri ortopedici, che sono decine e decine di persone. Le quali, per inciso, lavorano con il pubblico al 90% e rischiano in prima persona stipendi e posti di lavoro.

“Le altre regioni si sono allineate, mentre il Molise è retrocesso” Eppure al Mef (ministero di economia e finanza) le direttive sono state chiare: 60 giorni, non oltre, per i pagamenti. E dire che le cifre che la regione Molise attraverso la struttura deve alle Ortopediche sono già messe a budget, non hanno bisogno di variazioni di bilancio, e sono cifre che si aggirano sui 250mila euro mensili. Non si parla di somme astronomiche, ma di ordinarietà della spesa sanitaria. Col paradosso che le autorizzazioni a beneficiare dei dispositivi per la mobilità, delle protesi e delle ortesi arrivano più rapidamente di prima della Asrem, perché il sistema evidentemente funziona. Quello che non funziona è invece il ritardo ormai cronico e non più sostenibile col quale la Regione liquida le spese anticipate. “Ci dicessero almeno cosa hanno intenzione di fare, perché andando avanti così non posiamo pagare più nemmeno gli stipendi ai nostri dipendenti”.

Il particolare che non ci sia nemmeno più un direttore amministrativo ma una commissaria Asrem che accentra tutti i poteri, con un residente di Giunta Regionale che parla di efficientismo, aggiunge la beffa al danno.