Non solo cinghiali, gregge decimato per gli attacchi dei lupi. L’imprenditore: “Costretto a chiudere l’azienda”

Coldiretti Molise torna a chiedere interventi alla Regione per porre un argine al problema degli attacchi di cinghiali e lupi. Di pochi giorni fa l'ultimo caso in un'azienda zootecnica. Il proprietario, che in pochi anni si è visto quasi dimezzato il gregge, è intenzionato a chiudere. La Confederazione agricola: "Attacco mortale all'economia regionale"

Non accenna a diminuire il problema dei danni da fauna selvatica subiti dagli imprenditori agricoli e zootecnici della regione. Ormai quotidianamente gli uffici della Coldiretti, dislocati su tutto il territorio regionale, raccolgono “denunce” da parte degli associati, vessati da una problematica che non accenna a diminuire, tutt’altro.

Ultimo caso in ordine di tempo, segnalato all’organizzazione agricola, è arrivato da un imprenditore zootecnico che fino a pochi anni fa possedeva 220 capi ovicaprini. Un gregge che nel giro di pochi anni si è ridotto di oltre 100 unità a causa degli attacchi sempre più frequenti da parte dei lupi, che sono tornati numerosi a popolare i nostri boschi.

“Il problema degli attacchi di questo predatore – spiega lo sconfortato pastore che è intenzionato a chiudere l’azienda – è che quando il lupo attacca e uccide dei capi il resto del gregge va in stress e per questo diminuisce drasticamente la produzione di latte e i capi gravidi abortiscono, causando quindi un danno economico ben più grave della perdita dei singoli capi uccisi”.

Per contrastare gli attacchi dei lupi viene consigliato agli imprenditori di recintare i pascoli ma questo “rimedio” risulta essere spesso impraticabile, vista l’estensione dei pascoli. “Oltretutto – spiega l’imprenditore zootecnico – in un ‘paese normale’ la recinzione ha sempre avuto lo scopo di evitare che le pecore uscissero dal recinto e non che il lupo potesse entrare!”.

Altro capitolo è poi quello del risarcimento dei danni per il quale l’imprenditore ha presentato domanda alla Regione fin dal 2012 ma che, fino ad oggi, non ha sortito alcun effetto.

Fin qui il problema dei lupi, ma ce n’è un altro che turba i sonni degli imprenditori agricoli: gli ungulati. Gli agricoltori sono tartassati da anni dai cinghiali, sempre più numerosi e aggressivi, che scorrazzando incontrastati nei campi coltivati, distruggendo raccolti e spesso attaccando i coltivatori a lavoro, quando non provocano incidenti stradali attraversando anche strade statali, sia di notte che giorno.

Come incessantemente denunciato da Coldiretti, i danni da fauna selvatica stanno mettendo in crisi l’intero settore primario tanto che molte aziende, ormai impossibilitate a sostenere le ingentissime perdite economiche subite, stanno chiudendo, infliggendo all’economia della regione un colpo che potrebbe rivelarsi fatale.

Coldiretti Molise torna dunque a chiedere alla politica un impegno maggiore rispetto a quello fino ad ora dimostrato, che possa contrastare il problema e consentire agli imprenditori agricoli e zootecnici di poter continuare a lavorare per produrre reddito per sè e cibo per l’intera collettività.