Nomina Macchiagodena, altro processo contro Sbrocca finisce con assoluzione

Assoluzione con formula piena per l’ex sindaco di Termoli Angelo Sbrocca, l’ex dirigente comunale Alfredo Dalla Torre e l’ex segretario comunale Vito Tenore, che erano imputati al Tribunale di Larino per abuso d’ufficio in concorso, in seguito alla nomina a come collaboratore esterno del primo cittadino del professionista Michele Macchiagodena nel 2014.

La pm del Tribunale frentano Ilaria Toncini aveva chiesto una condanna a 8 mesi di carcere per i tre, e il Gup ne aveva condiviso l’impianto accusatorio costruito dalle indagini della Guardia di Finanza, ma la giudice Rosaria Vecchi è stata di altro avviso, decidendo oggi 4 novembre per l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

La vicenda era stata portata all’attenzione della magistratura dal cittadino Ciro Stoico, già candidato consigliere nel 2014 al fianco di Paolo Marinucci e nel 2019 per Francesco Roberti, in entrambi i casi senza essere eletto.

Macchiagodena era stato assunto come collaboratore esterno, individuato ‘intuitu personae’, cioè per scelta diretta del primo cittadino, con contratto di lavoro a tempo determinato.

Secondo l’esposto di Stoico la nomina sarebbe stata illegittima perché essendo Macchiagodena in possesso soltanto di diploma di scuola superiore non avrebbe potuto essere inquadrato nella categoria D e livello economico D1. Nomina che avrebbe portato a un danno erariale per il Comune di Termoli, stando all’esposto e all’accusa della pm.

Nel processo svoltosi con rito abbreviato tuttavia l’accusa è stata smontata perché il Testo unico sugli enti locali prevede la possibilità di nomine di questo tipo, come ha evidentemente ritenuto anche il giudice. Sbrocca è stato difeso dall’avvocato Nicolino Cristofaro, mentre Dalla Torre dal legale Oreste Campopiano.

Pochi mesi fa un’analoga vicenda, sempre sollevata da Ciro Stoico, aveva portato al medesimo risultato, cioè l’assoluzione dell’ex sindaco, sempre per l’insussistenza del fatto, dall’accusa di una presunta violazione dei limiti numerici previsti per la nomina dei dirigenti del Comune di Termoli. Accusa rivelatasi infondata nel processo che era arrivato a sentenza nel luglio scorso, dopo mesi di indagini e soldi pubblici impiegati inutilmente.