Negato l’accesso al protocollo informatico, la minoranza tuona e diffida Roberti e Marone

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I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Termoli, Daniela Decaro, Antonio Bovio, Nicolino Di Michele e Ippazio Stamerra, insieme con Marcella Stumpo e Oscar Scurti, diffidano il Comune di Termoli ad adempiere alla abilitazione immediata delle credenziali per l’accesso al protocollo informatico.

È un problema che si trascina da tempo, visto che le stesse credenziali, che consentono di entrare senza difficoltà nell’archivio telematico amministrativo del comune, erano state negate già durante l’estate scorsa, tanto che i capigruppo Rinaldi, Sabella, Di Brino, Stumpo, Di Michele e Sbrocca, in rappresentanza di tutti i partiti di maggioranza e minoranza, avevano chiesto l’abilitazione.

Una richiesta rimasta tuttavia inevasa e ora i consiglieri di minoranza tornano alla carica con la diffida nei confronti del sindaco Francesco Roberti e del presidente del consiglio comunale Michele Marone inviata all’Anac, alla Prefettura di Campobasso, al Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Gli esponenti di opposizione chiedono di adempiere alla richiesta urgente di abilitazione per l’accesso al protocollo informatico. Spiegano anche che la sentenza del Tar Molise numero 285 del 2019, sbandierata dall’ente comunale a giustificazione delle credenziali negate, “rappresenta una eccezione alla regola e si riferisce a un caso specifico”, che non può essere addotto come motivo generale per impedire ai consiglieri l’accesso al sistema informatico generale.

La decisione del Tar Molise infatti è circoscritta alla verifica dei singoli capitoli di bilancio e delle singole voci di spesa, mentre più in generale la sentenza ammette la piena legittimità del rilascio delle credenziali ai consiglieri per consultare il protocollo informatico, a garanzia delle funzioni di indirizzo e controllo degli atti degli organi decisionali del Comune, che è previsto dalla legge.

I consiglieri, in sintesi, possono e devono valutare la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’amministrazione e per farlo hanno necessità di consultare il protocollo informatico, per il cui accesso finora sono state negate le credenziali. Una violazione, secondo i consiglieri che hanno firmato la diffida, del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentatività che “nessun sindaco – specificano – può arrogarsi il diritto di limitare o addirittura negare”.

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