Molisani in aiuto all’Albania, tendopoli al porto di Durazzo per gli sfollati. Altro forte sisma nell’Adriatico fotogallery

Nel pomeriggio una scossa di magnitudo 5.3 con epicentro in mare a pochi chilometri dalla costa albanese. La Protezione civile del Molise ha allestito le tende per dare una sistemazione alle tante persone senza casa

Una nuova scossa di terremoto molto forte, alle 15,45 di oggi pomeriggio 27 novembre. L’hanno sentita anche i volontari molisani che da stamattina si trovano in Albania, nella città di Durazzo, per dare aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto devastante delle 3,54 di martedì 26 novembre, nel quale hanno perso la vita almeno 31 persone a causa del crollo di diversi edifici.

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Ma il lavoro dei soccorritori, sospeso per qualche minuto dopo la scossa di oggi pomeriggio, non si arresta. Sono 35 i volontari molisani partiti alla volta dell’Albania ieri, per conto di varie associazioni sparse su tutto il territorio regionale. Si sono imbarcati ieri sera da Bari sul traghetto Af Marina e stamane poco dopo le 11 hanno toccato terra a Durazzo.

Lì, dopo una prima ricognizione e una riunione col responsabile della Protezione civile del Molise Angelo Del Gesso, hanno fatto partire il solito lavoro di squadra per l’allestimento della tendopoli.

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Il porto della città albanese è stato scelto come luogo dove montare le tende per dare un riparo a partire da questa notte alle tante persone sfollate. In tutto le tende ultramoderne della Protezione civile del Molise possono ospitare fino a 250 persone.

Stesso numero di pasti che la cucina mobile al seguito dei molisani può fornire ogni qual volta ci si mette a tavola. Il Molise ha messo a disposizione anche i moduli con i servizi igienici e i generatori di elettricità ad alta efficienza.

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Il lavoro da affrontare non è semplice. Il presidente della Repubblica albanese, Edi Rama, ha definito grave la situazione nel Paese.

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È ancora imprecisato il numero dei dispersi, mentre purtroppo è ancora salito quello dei decessi. Rama ha ringraziato l’Italia per l’assistenza fornita, aggiungendo che chiederà aiuto tanto all’Unione Europea quanto ai Paesi del Medio Oriente in questo momento di grande difficoltà per l’intera nazione.