Migranti, sfruttamento, senzatetto: alunni dell’Alfano alla Settimana del Povero

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Gli alunni del Liceo ‘Alfano’ da Termoli hanno partecipato con due classi dell’Istituto Alfano, la 4°A e la 3°B del Liceo Classico alle iniziative volute dalla Caritas Diocesana di Termoli-Larino, recependo l’invito della Chiesa all’interno della settimana del povero che si è svolta dall’11 al 17 novembre, con un programma destinato ai giovani del triennio delle scuole secondarie superiori della città.

“’La speranza dei poveri non sarà mai delusa’ (Sal 9,19): le parole del Salmo manifestano ancora una incredibile attualità. Esprimono una verità profonda. Così Papa Francesco ci introduce ad assumere la consapevolezza di una realtà planetaria che soffre dinanzi alle ingiustizie e alla precarietà della vita” così il Liceo Alfano.

“L’ONU ha avvertito l’urgenza di tale situazione e nell’Agenda 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile esprime un chiaro giudizio negativo sull’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale”.

Per gli alunni un’esperienza molto interessante attraverso la quale i ragazzi, dopo aver conosciuto una realtà per loro assolutamente nuova, hanno operato concretamente affiancati da volontari esperti. Seguendo le indicazioni contenute nel messaggio del Papa sono stati individuati quattro nuclei tematici di particolare attualità sui quali i giovani sono stati invitati a riflettere attraverso le cosiddette “aree di sosta”: il fenomeno della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento lavorativo, i senza fissa dimora, le migrazioni, le nuove povertà (ludopatia)”.

settimana povero alunni

In questo modo “ogni studente ha scelto a quale area di sosta partecipare in base ai propri interessi ed ha partecipato ai laboratori, approfondendo l’argomento scelto con attività esperienziali e mettendosi in gioco in prima persona. I laboratori sono stati arricchiti da testimonianze significative: i giovani hanno quindi toccato con mano cosa significhi vivere esperienze di povertà non solo economica, ma anche sociale e relazionale, e sono stati invitati a mettere in campo le proprie forze ed i propri talenti per poter uscire dalla situazione di povertà.

Secondo il metodo pedagogico promosso dalla Caritas, gli operatori non si sostituiscono al singolo nella risoluzione del suo problema, ma lo sostengono e lo accompagnano nel suo processo di crescita esistenziale. A fine giornata i ragazzi hanno inserito una nuova esperienza nel loro bagaglio di conoscenze: proprio i giovani rappresentano il terreno fertile per diffondere semi di bene in un contesto culturale dominato spesso dall’odio e dall’emarginazione dei più deboli e dei più fragili”.

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