Le rubriche di Primonumero.it - Fantapoesie

Mia la formica

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    C’era una volta una formica di nome Mia, amava girovagare per parchi naturali alla ricerca della solitudine, per sua scelta non aveva amici, a cosa mi servono? Diceva tra sè, era in grado da sola di procurarsi il cibo e sfuggire ai pericoli innumerevoli del mondo umano e animale, non sapeva camminare a fila indiana e ignorava il dono della solidarietà.

    Un giorno si imbattè in una riserva immensa, splendida, un paradiso di colori, sembrava un oasi del WWF, talmente abbagliante da non riuscire più a vedere da dove era entrata, dopo tanto gironzolare, ci voleva un sonnellino, si guardò intorno e optò per l’albero più grande, era imponente, dalla chioma tondeggiante e dalle foglie cuoriforme. Nell’istante in cui stava prendendo confidenza con la siesta, le antenne captarono una voce: “Ciao, sono l’albero Benvenuto, mi chiamo così perchè accolgo tutti gli animali che ripongono fiducia in me, li proteggo e mi dedico a loro”. Mia spaventata, scappò a zampe elevate, se così si può dire, e si nascose incuriosita dietro un cespuglio, intenta a scorgere quel mondo a lei sconosciuto, più che altro pensò: “Voglio ridicolizzare questo fantomatico albero dell’amicizia, la fratellanza non esiste, che sciocche queste povere bestie nel pensare che si possa vivere serenamente in compagnia”.

    All’improvviso un rumore tambureggiante colpì la sua attenzione, era un picchio che, con il suo becco scalpello, stava lavorando il tronco, costruiva un nido affinchè la mamma scoiattolo potesse allattare i suoi piccoli. Tra confusione e scetticismo, Mia volse lo sguardo ancora più in alto, vide una scimmia dispettosa che cercava in tutti i modi di non far dormire il gufo turnista di notte, non solo, ma a fianco c’era una specie di orsacchiotto spaesato e distrutto dal lungo viaggio; pensò: “Ma come è possibile, quello è un koala! Ma questo albero Benvenuto ospita anche gli immigrati!”. In questo caos interiore, sentì un tremolio nel terreno, ecco sbucare un riccio che diffonde a tutti il segnale orario e le ultime notizie,

    Mia sbalordita, cominciò ad avere dei ripensamenti, aveva appena visto un condominio abitato, a piani diversi, da animali inquilini, scelse di fare ritorno nel suo nascondiglio, meditò tra sè: “Tanto la notte porterà consiglio”, ma ad attenderla c’era una brutta sorpresa, trovò il riparo completamente occupato da formiche abusive, che con scherno gli urlarono: “Chi va al parco perde il varco!”. Mia impaurita, vagabondò infreddolita, stando attenta ai rischi notturni, nel buio e nelle tenebre, con lo stremo delle forze arrivò all’albero Benvenuto, ormai era esanime a terra, non c’è la faceva più e cominciò a farsi un esame di coscienza. Ad un tratto una foglia cuoriforme, rischiando la propria vita, si staccò dall’albero, adagiandosi dolcemente sul corpicino della formica. Mia dormì beatamente come non aveva mai fatto prima, ma principalmente capì che tutti abbiamo bisogno degli altri, nel momento in cui gli altri hanno bisogno di noi.

    (Alessio Toto …Tra un motore e un cambio mi sono laureato in Sociologia e, scrivo poesie con lo scopo di arrivare al vostro cuore…)

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