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Mattanza di genere: in Molise 69 donne su cento denunciano reati di violenza fisica e psicologica fotogallery

Il fenomeno è in linea con i dati nazionali. Questa mattina - nonostante il maltempo - le scuole, le associazioni, tutte le istituzioni si sono ritrovati in piazza per dire “no” al sopruso e all'abuso di qualunque genere esso sia. Ieri sera invece in tanti hanno lasciato accesi lumi rossi sui davanzali per esprimere vicinanza alle vittime e per illuminare il buio delle coscienze

Intanto, i numeri: in Molise il 69 per cento delle donne ha denunciato nell’ultimo anno alle forze di polizia  di aver subito un reato di “violenza di genere”.

Percentuali in aumento e in linea con il trend nazionale. Numeri che tuttavia possono avere un risvolto positivo che consiste nella maggiore coscienza dei delitti subiti, una rinnovata propensione e fiducia nel denunciare quanto accaduto: è aumentato il numero di vittime che considerano gli atti violenti un reato.

Ma non solo le vittime. Anche la società civile, soprattutto quell’ampia fetta composta dalle nuove generazioni, ha una consapevolezza del problema che va nella giusta direzione per prevenirlo e arginarlo.

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Questa mattina il maltempo ha rovinato la manifestazione prevista in piazza all’aperto, costretta quindi negli spazi di palazzo San Giorgio, troppo piccoli per ospitare i tanti giovani che hanno partecipato all’evento, desiderosi di poter esprimere il loro “no” alla violenza.

Ma la musica del Conservatorio “Lorenzo Perosi” ha incantato ugualmente. Bravissimi anche gli studenti del liceo “G.Galanti” che hanno recitato finanche poesie di Alda Merini.

Incisiva la partecipazione delle operatrici Centro Antiviolenza e Casa rifugio “Be Free” di Campobasso, primo centro – ormai consolidato – in regione, capace di far fronte ai tanti casi di donne in fuga dal proprio aguzzino.

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E poi la Polizia di Stato, attenta e sensibile alla tematica sia sotto l’aspetto tecnico e investigativo che sociale, insieme all’assessore di Palazzo San Giorgio, Paola Felice, ha lanciato per la prima volta quest’anno l’idea di accendere un lume rosso nelle case già dalla notte del 24 per dimostrare vicinanza alle donne uccise ma anche per infiammare il buio delle coscienze. E la risposta è stata rilevante, lo dimostrano anche le decine di foto che sono arrivate alla nostra mail da parte di cittadini desiderosi di manifestare pubblicamente il loro gesto simbolico di vicinanza a chi subisce e di avversità verso chi si macchia di certi reati abominevoli.

15 novembre cb

“Non si conosce la strada che ci aspetta se non si decide di percorrerla. E il compromesso  – si legge infine nel dépliant che anche quest’anno la polizia ha distribuito lungo le strade della città – non si può accettare soprattutto se sai che domani potrebbe accadere alle tue figlie”.