Malati di gioco: “Con slot e scommesse sportive abbiamo perso tutto. Ma ora c’è il Gruppo anonimo di aiuto”
Racconti di speranza oltre le tragiche proporzioni del fenomeno che non fa sconti a nessuno. “Ci siamo ritrovati nel Gruppo anonimo e alcuni di noi sono riusciti a smettere, pur se consapevoli di non poter abbassare la guardia”. Il gruppo di auto si riunisce a Campobasso, nella parrocchia di Sant’Antonio. E si discute anche di un altro nemico da affrontare: lo Stato. “Da quando si può scommettere pure con le carte di credito i guai sono aumentati”.
Li vedi a volte camminare avanti e indietro davanti alle sale slot, però pensi che siano scommettitori occasionali. Invece alcuni di loro hanno perso tutto: soldi, affetti, lucidità mentale, e quel po’ di serenità necessaria per affrontare la vita di tutti i giorni. Sono caduti nel buco nero del gioco d’azzardo patologico, la più insidiosa delle dipendenze contemporanee.
Un fenomeno estremo che in Molise conta numerosi casi oltre il limite del sostenibile. Abbiamo parlato spesso dei dati allarmanti riflessi dalla ludopatia nella nostra regione. Quello che non risulta ancora evidente è che i giocatori d’azzardo sono persone sole, che affrontano l’urgenza di una vita compromessa, che vivono la condizione drammatica di chi sa che non si liberà mai del tutto di una bestia incontrata per caso, magari perché la prima volta che ha giocato ha… sfortunatamente pure vinto.
Da quando ci sono anche loro, i Sert sono diventati Serd, perché le dipendenze non sono più solo quelle da tossicodipendenze o da alcol ma sono dipendenze e basta. In Molise gli sforzi dei Serd sono notevoli ma complicati dalla cronica carenza di sostegno e personale. Sono circa 80 i‘ludopatici’ che hanno chiesto aiuto, un dato che mette paura, perché il numero di quelli che non hanno ancora riconosciuto la ‘malattia’ (ma spesso sono i familiari a indirizzarli al Servizio) deve essere molto ma molto più alto e in costante aumento.
Alcuni di quelli che hanno metabolizzato la condizione patologica hanno avuto la forza di riunirsi nel Gruppo dei giocatori anonimi, ben strutturato da circa 5 anni. Sono una ventina, uomini e donne, giovani e anziani, professionisti e gente che non ha più un lavoro. La ludopatia è diversa dalle altre dipendenze: tutti sono esposti, tutti possono essere colpiti. E, quello che preoccupa di più, nel novero dei giochi d’azzardo non ci sono solo le micidiali slot machine o le tecnologiche video lotterie (vlt) ma pure le scommesse sportive, quelle che fanno quasi tutti, anche i giovani, i quali identificano ormai lo sport, in particolare il calcio, non come fenomeno sportivo, da seguire da semplici appassionati, ma come fonte di guadagno. Il calcio corrisponde alle scommesse sportive, né più né meno. Assurdo pensarlo, ma per molti è così.
Dicevamo dei giocatori anonimi. In Molise esiste una realtà ufficialmente operativa: a Sant’Antonio di Padova, in via Principe di Piemonte, Campobasso. Si riuniscono nei locali della parrocchia ogni martedì sera, alle 19, in maniera anonima. Si danno conforto, raccontando la propria esperienza, testimoniando il desiderio di venirne fuori con piccoli e grandi progressi. “Ci vediamo al parcheggio – ci spiega uno di loro – Siamo un gruppo di auto aiuto, ci rifacciamo al programma dei 12 passi, lavoriamo sulla spiritualità interiore. Il Gruppo diventa il centro degli sforzi del giocatore e lo accompagna per sempre, come un buon amico. E’ importate lavorare su se stessi, ma in gruppo, perché da soli non si cura la patologia”.
Recuperare gli adulti è forse più complicato che lavorare sui giovani e sulla prevenzione. Ragazzi tra i venti e i trent’anni arrivano a spendere centinaia di euro al giorno. Spesso si tratta di giovani senza lavoro o altri punti di riferimento. Soldi dei genitori? Probabilmente, ma quando si arrivano a maneggiare tanti euro e a perderli, puntualmente, le ripercussioni possono essere drammatiche, le peggiori che si possano immaginare. Si entra in un vortice nero pieno di insidie e preoccupazioni, non solo proprie. I giorni cambiano, la propria vita viene distrutta, ci si sente soli, senza prospettive e vie d’uscita.
Per chi è più avanti con gli anni, la strada è più complicata, perché spesso il giocatore è disorientato dal fallimento del matrimonio e del rapporto con familiari e figli. “Ma alcuni riescono a uscirne – spiegano quelli del gruppo di auto aiuto – e a volte recuperano tanto di quello che avevano perso. La pulsione va tenuta sotto controllo. Solo in questo modo si può ridare un senso a tutto il resto”. E ridare un senso anche al rapporto con il denaro. “Sì – prosegue il giocatore anonimo – quello che ha accomunato o accomuna molti di noi è la perdita di valore dei soldi. 10 euro o 1000 euro possono essere la stessa cosa per un giocatore. Oltre al denaro, però, si perdono le persone care: il tempo che il giocatore utilizza per le scommesse aumenta di giorno in giorno, ed è tempo perso, sottratto alla moglie e ai figli. Per molti di noi è andata così.
“Ma ci siamo ritrovati nel Gruppo anonimo, per fortuna, e alcuni di noi sono riusciti a smettere, pur se consapevoli di non poter abbassare la guardia. Ringraziamo la parrocchia di Sant’Antonio che ha aperto i suoi locali al nostro impegno, senza chiedere il fitto. Questo è determinante, perché ci sono altre realtà, non legate alle parrocchie, in cui tutto ciò non avviene”.
Ma c’è un altro nemico da affrontare, ed è insospettabile: lo Stato. “Da quando si può scommettere pure con le carte di credito i guai sono aumentati – spiega il nostro ex giocatore – gli scommettitori alla lunga perdono sempre e compromettono le loro vite, mentre lo Stato ci
guadagna”.
Solo un dato, per capirci. Nel 2018 sono stati spesi 19 miliardi di euro nei vari concorsi, una mole impressionante di giocate che ha fruttato allo Stato qualcosa come 10 miliardi sotto forma di introiti erariali dal gioco legale. Ma il prezzo da pagare per questo perverso business è carissimo. Regione Molise e Comuni provano a contrastare il fenomeno, ma è dura. A breve la composizione del nuovo Comitato regionale per la ludopatia, da poco presieduto dalla consigliera Paola Matteo e seguito anche dall’altra consigliera regionale Patrizia Manzo. Anche il Comune di Campobasso si sta attivando per costruire una rete di operatori. In attesa d’importanti manovre e novità per venire incontro ai giocatori patologici, l’unica via percorribile è quella della prevenzione totale per giovani e giovanissimi, anche dalle scuole medie, visto che l’età degli scommettitori si abbassa, pur essendo il gioco vietato ai minorenni. Per chi fosse in difficoltà, tra le altre possibilità, c’è il Gruppo anonimo dei giocatori che si ritrova il martedì sera alle 19 presso la parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Campobasso. Riconoscere il problema è il primo passo per provare a vincere l’unica scommessa davvero importante: quella per un’esistenza sostenibile, la propria e quella dei propri cari.


