L’astrofisico campobassano che ha scoperto un nuovo pianeta: “Carriera brillante? Per me conta realizzare i propri sogni”

Il Molise sul tetto del mondo grazie allo scienziato Fabio Del Sordo, coautore di una scoperta rivoluzionaria: un pianeta che si trova attorno alla stella più vicina al sole. Lo studio sarà presto pubblicato sulle riviste del settore. "Se posso essere considerato un cervello in fuga? Non credo. Io mi sento cittadino del mondo".

“Anche se da anni vivo all’estero, non ho perso l’accento campobassano”. Si schermisce Fabio del Sordo, astrofisico quarantenne nato e cresciuto nel capoluogo molisano, attualmente fa parte di un gruppo di lavoro di fama mondiale che si occupa di ricerca di pianeti al di fuori del sistema solare. Il pool ha di recente scoperto un pianeta che si trova attorno alla stella più vicina al sole mettendo un nuovo tassello nelle scoperte scientifiche mondiali.

Fabio del sordo e Anna Gloria Carlini

Dopo il diploma al liceo scientifico di Campobasso (era il 1998), si laurea in fisica a Pisa e consegue un dottorato di ricerca in astrofisica all’Università di Stoccolma. Diventa ricercatore a Parigi e a Yale, in Connecticut (Stati Uniti) ed attualmente all’Università di Creta.

Lo scienziato dedica la sua ricerca allo studio dei campi magnetici astrofisici e ai sistemi di pianeti extrasolari con il progetto GalileoMobile, di cui è fondatore.

Se posso essere considerato un cervello in fuga? Non credo. Io ho sempre sognato di fare quello che faccio, di conoscere lo spazio e nuovi luoghi sulla terra“, osserva intervistato da Primonumero. “Per me fare una carriera brillante significa realizzare i propri sogni”, dirà poi agli studenti del liceo scientifico che ha incontrato questa mattina (28 novembre), quando è tornato proprio nella sua scuola su invito del professore Domenico Di Lisa e della dirigente scolastica Anna Gloria Carlini.

Del resto, da più di dieci anni, lo scienziato si dedica anche alla divulgazione dell’astronomia in diversi Paesi del mondo rivolgendosi soprattutto ai ragazzi .

Con gli studenti dello scientifico il dibattito sul lavoro di ricercatore nel mondo di oggi, delle difficoltà e della bellezza di questo percorso che non può prescindere dalla volontà di collaborare con la comunità scientifica globale. E poi: come si scoprono i pianeti al di fuori del sistema solare, come si studiano i meccanismi delle forze fondamentali dell’Universo e quali sono i più importanti problemi da risolvere per l’astrofisica contemporanea.

Fabio del sordo

“Io ho avuto l’opportunità di fare ricerca di pianeti fuori dal sistema solare e di partecipare alla scoperta di un pianeta che si trova attorno alla stella più vicina al sole, Proxima Centauri“, spiega lo scienziato. Un lavoro che sarà presto pubblicato sulle riviste scientifiche del settore.

“Proxima Centauri è la stella più vicina al sole ed è stata scoperta non più di un centinaio di anni fa. E’ una stella abbastanza fredda rispetto al sole, più piccola e ha una massa che è circa un decimo di quella del sole. Si trova a 4,2 anni luce di distanza. Questo vuol dire che la luce di questa stella impiega circa 4 anni per arrivare qui da noi, quindi osserviamo la stella com’era quattro anni fa. E’ una stella tra le più interessanti del cielo proprio per la sua vicinanza perché appena si esce dal sistema solare (con l’immaginazione ovviamente) questo è uno dei primi oggetti celesti che si incontrano”.

Come riportato da alcuni siti specializzati, il pianeta scoperto dallo scienziato molisano e dal collega Mario Damasso è stato denominato Proxima c, sarebbe quella che tecnicamente viene definita una super-Terra, con una massa minima di circa sei volte quella del nostro pianeta.

Fabio del sordo

Quando può, l’astrofisico torna volentieri a casa, a Campobasso, dove vive la sua famiglia. “Ma mi sento cittadino del mondo“, ammette. “Ho sempre desiderato mettermi in gioco e conoscere nuove parti del mondo. Per me è importante anche avere l’opportunità di crescere e imparare culture di altri Paesi del mondo. Certo, a me piacerebbe tornare in Italia, ma faccio parte di una generazione che sta formando nuovi cittadini del mondo”.