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Ladri di fiori, quando ad essere rubata è la bellezza. Neanche i cimiteri sono risparmiati

Su un vaso di fiori nel cimitero di Guglionesi è stato scritto 'Non rubare'. È già successo in passato e non è un caso isolato, come dimostra il furto di ciclamini di qualche giorno fa a Termoli. Non sembra essere il valore economico il movente

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Se al cimitero di Guglionesi ha fatto la sua comparsa questa scritta su un vaso di fiori, un motivo ci sarà. ‘Non mi rubare per favore’, verrebbe da ridere, ma a pensarci qualche secondo in più il riso, se c’è, è amaro. Rubare fiori, vasi interi magari, è un atto che farebbe vergognare anche un bambino. Eppure così non è se i furti floreali non sono poi una rarità.

vaso cimitero di guglionesi

Non succede solo al Sud perché, dalla Sicilia all’Alto Adige, il copione si ripete a tutte le latitudini. La foto che vi mostriamo è stata scattata al cimitero di Guglionesi dove episodi di questo tipo sono già successi, tanto che si è voluto dissuadere i potenziali ladri ‘verdi’.

Sembra un film neorealistico dell’Italia negli anni successivi alla guerra, quando la povertà poteva costringere ad atti che mai si sarebbero voluti compiere. Viene da pensare che chi, oggigiorno, si riduce a saccheggiare fiori e bulbi sia un nullatenente che non ha la possibilità di acquistare fiori di tasca sua. Ma il fenomeno è diffusissimo e non pare essere questa la spiegazione, e in pochi giorni – sarà la circostanza della Festa dei Morti del 2 novembre – i casi che vi abbiamo riportato sono già due.

ladri di ciclamini

Oltre al cimitero di Guglionesi, infatti, qualche giorno fa a Termoli sono stati asportati, nottetempo probabilmente, due bulbi di ciclamini da un vaso. La strana ruberia ha sollevato diverse polemiche che restituiscono l’idea che questo tipo di furto non sia episodico.

Come sappiamo dalle cronache di tutt’Italia, i furti nei cimiteri sono oltremodo diffusi. Lì, per onorare i propri cari senza spendere un euro, si rubano piante, fiori finti, cerini e quant’altro. Un malcostume che spopola tra gli italiani, verrebbe da dire. Ma come si è arrivati a questo? Rubare è un atto ignobile, ma non sono sullo stesso piano tutti i furti.

Considerato che non è la necessità a spingere una persona a rubare un fiore o un vaso di fiori, ci si chiede cosa porti a sottrarre non già un oggetto con un dato valore economico bensì un simbolo di bellezza. Siamo forse avari di natura e di bellezza? Siamo talmente poveri da desiderare ciò che adorna per eccellenza?

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