La casa trasformata in rifugio dall’egiziano arrestato e dai suoi amici resta sequestrata

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Campobasso ha convalidato il provvedimento d'urgenza che era stato eseguito dalla squadra mobile poco dopo l'arresto del 19enne extracomunitario. Ora il proprietario dell'appartamento dovrà dimostrare di essere estraneo ai fatti e inoltrare istanza di dissequestro

Il 12 novembre scorso, la squadra mobile di Campobasso aveva messo i sigilli ad un appartamento di via Chiarizia dove alcuni egiziani (tra cui il 19enne arrestato per aver violato i provvedimenti del giudice che lo obbligava a stare lontano dal Molise nonché dalla sedicenne che aveva abbindolato e poi riempito di botte e indotto all’uso di droghe) erano soliti rifugiarsi, spesso anche in compagnia della minore in questione.

Un appartamento, quello che si trova nel centro storico di Campobasso, che era stato affittato ad un campobassano, il quale in comodato d’uso aveva permesso a questi giovani migranti (tra cui anche uno irregolare) di rimanervi nei momenti di sua assenza. E lì, in quell’appartamento, pare fossero soliti consumare sostanze stupefacenti. Ma non solo. I residenti avevano lamentato in più occasioni, urla e schiamazzi provenire da quella casa e avevano quindi chiesto l’intervento delle autorità.

Quando la polizia è intervenuta per arrestare il 19enne egiziano, era, infatti, proprio nei dintorni della palazzina.

Il gip Veronica D’Agnone, ieri – lunedì 25 novembre – , quel sequestro di tipo preventivo, lo ha convalidato.

Applicando il testo unico sull’immigrazione, il giudice per le indagini preliminari – su richieste del sostituto procuratore Francesco Santosuosso – ha quindi ratificato il sequestro urgente ed emesso il decreto di sequestro preventivo dell’immobile.

Ora toccherà al proprietario dell’appartamento inoltrare un’istanza di dissequestro dimostrando di essere estraneo ai fatti contestati dalle autorità inquirenti.

Un’azione dunque, quella portata a segno da polizia e autorità giudiziaria, che lancia un altolà e quindi richiama l’attenzione dei proprietari di case e appartamenti della città, soliti fittare (e spesso anche in nero) le proprie abitazioni a gente senza fissa dimora, priva delle necessarie garanzie, con il solo scopo di lucro. E la maggior parte delle volte questo avviene sulla pelle di cittadini extracomunitari.