Imprenditore ucciso in Venezuela, si sblocca il rientro della salma: sarà sepolto a Toro

E’ stato sequestrato e ucciso in Venezuela lo scorso 1 agosto. A distanza di cinque mesi dal via libera concesso per il rientro della salma, l’imprenditore di origini molisane Elio Simonelli sarà sepolto a Toro, in provincia di Campobasso.

Il Ministero degli Esteri ha finalmente sbloccato l’iter per il rientro della salma accogliendo l’appello della famiglia ed è riuscito ad ottenere una deroga concessa dalle autorità del Venezuela: nel Paese sudamericano infatti vige una legge che vieta di spostare le salme delle persone assassinate non prima di cinque anni.

“La volontà del padre di Elio di dare sepoltura al figlio nel cimitero di Toro al fianco della madre è riuscita a superare ogni barriera normativa – informano dall’associazione ‘Giuseppe Tedeschi’ – tant’è vero che il 4 dicembre sera, accompagnata dai suoi familiari e dal fratello Nicola, la salma arriverà a Roma e da lì sarà trasferita in Molise, dove il giorno 6 dicembre, anniversario dei caduti di Monongah (USA) e del ricordo di tutti gli emigranti molisani nel Mondo, si terrà alle ore 11 una cerimonia di suffragio presso il Convento Santa Maria di Loreto di Toro”.

Inoltre il Ministero degli Esteri ha accolto le istanze avanzate dai volontari dell’Associazione “Giuseppe Tedeschi” di concerto con il Comitato Molise Pro-Venezuela e disposto il rimpatrio della famiglia originaria di Monacilioni, rifugiata dal 2017 a Lima in PERU’. Grazie alla disponibilità della Caritas Diocesana di Trivento è stato possibile staccare anche il quarto biglietto aereo per Juan Pablo Utrera Bolivar, marito di Maria Alejandra Pannitto e papà di Juan Andres Utrera Pannitto e di Fiorella Valentina Utrera Pannitto, unico componente della famiglia non ancora in possesso della cittadinanza italiana.

Il 7 dicembre alle ore 18.30 atterrerà all’aeroporto di Fiumicino il volo con a bordo la famiglia molisana che in tarda serata arriverà a Monacilioni, dove sarà accolta dal parroco don Mauro Geremia, dal sindaco Michele Turro e da tutta la comunità.

Queste due notizie giungono mentre i volontari dell’Associazione “Giuseppe Tedeschi” e del Comitato Molise Pro-Venezuela, per il tramite di Annamaria Evangelista, sono impegnati ad inviare direttamente nuovi pacchi di medicinali nella città di Maracay al dottor Giovanni Lastoria (mamma di Toro e papà di Civitanova del Sannio), che cura gratuitamente e con straordinaria passione tante persone.

Pur essendo il Molise una piccolissima regione e, alle prese con una miriade di difficoltà disagi e criticità di vario genere, è indubbio che se sarà adottato il Regolamento con i criteri di attribuzione delle risorse stanziate all’art. 25 della Legge Regionale n.4 del 10 maggio 2019, si possano sostenere le famiglie italo-venezuelane rientrate nell’ultimo periodo, compiendo contestualmente un atto positivo e umanitario nelle comunità di origine.