Il teatro Savoia, una statua, una strada o una piazza: come ricordare Fred Bongusto? IL SONDAGGIO

In queste ore da più parti si è invocata qualche iniziativa che possa ricordarlo per sempre nella sua città. Cosa ne pensano i cittadini? Tutti siamo cresciuti con quel "Fred Bongusto è di Campobasso"... Un filo conduttore quasi invisibile in grado di unire le generazioni e ricondurle a un senso di appartenenza condiviso, come dimostra l'affetto dilagante di questi giorni. Il critico musicale Marino Bartoletti, nel corso di 'Porta a Porta': “Definirlo cantante confidenziale è molto riduttivo. Era un musicista completo, un cantautore, che ha scritto colonne sonore bellissime, ha fatto innamorare tante persone, e se permettete ha contribuito molto all’incremento demografico negli anni sessanta… Un grande italiano”.

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Fred Bongusto è un po’ il padre di tutti coloro che – dalla nostra terra avara e dura pur genuina e colma di tempra – sono partiti e partono tuttora carichi di sogni e di speranze per provare a ‘sfondare’, ad affermarsi fuori dalle mura di cinta molisane. Chi si è affacciato o si affaccia nel tentacolare mondo della musica non può non aver studiato le sue canzoni, dense di sensazioni, atmosfere, odori nostrani ma allo stesso tempo internazionali. Difficile che i ragazzi ascoltino oggi le note dolci e sensuali di ‘Il nostro amor segreto’ oppure di ‘Tre settimane da raccontare’ o ancora quelle di ‘Malaga’, patria di tutti gli amori… Ma in sottofondo, tra i vicoli del Centro Storico, nei palazzoni di periferia del Quartiere Nord, di San Giovanni, tra una stesa e l’altra per il Corso, concentrandosi con orecchio teso e romantico, riecheggia quella voce elegante, incantatrice, familiare. Tutti siamo cresciuti con quel “Fred Bongusto è di Campobasso”… Un filo conduttore quasi invisibile in grado di unire le generazioni e ricondurle a un senso di appartenenza condiviso, come dimostra l’affetto dilagante di questi giorni.

“L’orso molisano che d’estate si cibava del miele dei jukebox…”. La definizione è di Marino Bartoletti ed è tutta per Fred Bongusto. Il critico musicale ha partecipato assieme al sindaco di Benevento, Clemente Mastella, al cantante Edoardo Vianello e ai giornalisti Gigi Marzullo e Concitta Borrelli alla puntata di ‘Porta a Porta’ di Bruno Vespa dello scorso 12 novembre. Ne è venuto fuori un ritratto ben fatto, sentito, quasi in punta di piedi. Ripercorsi i decenni attraversati dal crooner campobassano, dagli esordi di “Doce doce” al successo con “Una rotonda sul mare” passando per la tradizione brasiliana e il jazz americano.

Bartoletti traccia un profilo impeccabile del cantautore nato in via Marconi il 6 aprile del 1935: “Definirlo cantante confidenziale è molto riduttivo. Era un musicista completo, un cantautore, che ha scritto colonne sonore bellissime, ha fatto innamorare tante persone, e se permettete ha contribuito molto all’incremento demografico negli anni sessanta… Un grande italiano”. Gli fa eco Mastella, che sottolinea l’appartenenza al Sannio: “Lui era di Campobasso, io di Benevento, uniti nelle radici sannite con i nostri antenati che sconfissero i Romani nelle famose Forche Caudine… Quella di Bongusto è una storia affascinante di un giovane che parte dalla provincia e si afferma in campo nazionale, con tutte le mille difficoltà da affrontare”.

Fu ospite di Marzullo a ‘Sottovoce’ nel 2006 e raccontò la sua campobassanità con fierezza: “Decisi di chiamarmi Fred, Alfredo andava bene nella mia città ma per fare musica ho dovuto tagliare la corda. Io sono di Campobasso, di Campuasc per la precisione”. E lo disse con un orgoglio che si leggeva nitido negli occhi e nel cuore. Lo stesso Marzullo confessa: “Sono commosso, ho le farfalle nello stomaco come un innamorato nel ricordarmi di quell’incontro”. Fred Bongusto ha vinto tre edizioni di ‘Un disco per l’estate’: nel 1966 con ‘Prima c’eri tu’, nel 1976 con ‘La mia estate con te’ e nel 1977 con ‘Balliamo’.

In queste ore da più parti si è invocata qualche iniziativa che possa ricordarlo per sempre nella sua città. L’intitolazione del Savoia, una strada, una statua (come Polignano con Domenico Modugno, ndr), una piazza, insomma qualcosa che gli dia lustro in modo adeguato. Il sindaco Roberto Gravina ha già annunciato che “qualche iniziativa sarà presa sicuramente. Ci stiamo riflettendo su molto bene, ci sono diverse proposte al vaglio e bisogna studiarle bene per passare poi all’atto concreto. Ma sarà ricordato come meritava”. Un argomento molto sentito dalla cittadinanza e per questo vogliamo lanciare un sondaggio: quale sarebbe il modo migliore per onorare la memoria di Fred Bongusto?

Cosa intitoleresti a Fred Bongusto?

  • Una piazza (27%, 121 Voti)
  • Una statua (27%, 120 Voti)
  • Il Teatro Savoia (19%, 82 Voti)
  • Una strada (17%, 76 Voti)
  • Palazzo Gil (10%, 42 Voti)
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