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Il tartufo molisano patrimonio dell’Unesco per salvaguardare la tradizione. La proposta di Cavaliere

Tartufo, uno dei frutti spontanei della terra più pregiati al mondo, non solo per il valore economico, ma per il gusto e, soprattutto, per la lunga tradizione e la pratica racchiuse attorno alla cerca e cavatura del fungo ipogeo. Il Molise è terra fertile per il tartufo che, ad oggi, non ha ancora alcun riconoscimento a livello nazionale. O almeno finora dal momento che l’Assessore alle Politiche Agricole molisane Nicola Cavaliere, concordata con l’associazione nazionale Città del Tartufo, ha consegnato al ministro Teresa Bellanova una formale richiesta per l’inclusione del tartufo a patrimonio dell’Unesco da parte della Commissione Italiana dedicata.

Il prodotto, di altissima qualità, è uno tra i più ricercati sulle tavole degli italiani e non solo. Negli ultimi anni, infatti, il tartufo è stato inserito in numerosi piatti tradizionali stranieri e durante le aste viene acquistato anche da chef rinomati al di fuori dei confini italiani ed europei. La speranza, si legge nella lettera dell’Assessore, è quella di poter giungere a questo importante traguardo già nei primissimi mesi del 2020 con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente una vera eccellenza del territorio. Un risultato che avrebbe una “ricaduta su tutto il territorio nazionale – si legge nella lettera consegnata a Roma la scorsa settimana – Dall’enogastronomia, all’ecoturismo, con un impatto positivo sull’economia stessa delle singole realtà regionali”.

Più che il prodotto in sé, specifica Cavaliere nella lettera, “dell’antica usanza della cerca e della cavatura del tartufo in Italia nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell’umanità. L’associazione nazionale promuove le altre risorse ambientali, culturali, storiche, tradizionali ed enogastronomiche che questo fungo ipogeo è capace di esaltare e trainare”. Il marchio rappresenterebbe il definitivo “salto di qualità nella promozione e nella tutela del prodotto, con prevedibili ricadute di natura culturale, sociale ed economica per l’intero Paese e in particolare per il nostro Molise” conclude Cavaliere.