Il sindaco resta al timone del Comune in attesa dell’appello al Consiglio di Stato

Non arriverà il commissario a Monteroduni, il paese della provincia di Isernia al centro dell’ultima ‘battaglia’ elettorale. Qualche giorno fa il Tar Molise aveva annullato il voto dello scorso maggio a causa di “irregolarità nelle operazioni elettorali” accogliendo il ricorso presentato da alcuni candidati e cittadini elettori.

Tre giorni dopo la richiesta di sospensiva presentata da Custode Russo, il sindaco ‘spodestato’ dal Tar Molise dopo aver vinto alle urne a maggio, è stata accolta dal Consiglio di Stato.

I giudici hanno concesso la sospensiva alla luce di alcune importanti scadenze dell’amministrazione comunale che, ad esempio, deve approvare il bilancio.

Contestualmente l’avvocato Giuliano Di Pardo, che cura gli interessi del primo cittadino assieme ai legali Salvatore Di Pardo e Andrea Latessa, ha presentato appello che è stato fissato al prossimo 19 dicembre,  quando è in programma la camera di consiglio per discutere della vicenda.

Il massimo organo di giustizia amministrativa si pronuncerà sulla vicenda mettendo la parola fine alla querelle tra Russo, candidato alla guida del Comune di Monteroduni per il terzo mandato, e Nicola Altobelli. A dividere i due contendenti decretando la vittoria del sindaco uscente è stato un solo voto: Russo, a capo della lista “Progetto Paese” aveva riportato 696 preferenze. Altobelli, con ‘Il coraggio di cambiare’ 695.

Dopo le notizie trapelate nel pomeriggio, in serata è arrivata la precisazione del pool legale che ha presentato il ricorso con cui il Tar Molise ha annullato le elezioni.

“Il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla sola domanda cautelare urgente – precisano gli avvocati dei ricorrenti Pino Ruta, Massimo Romano e Margherita Zezza – accogliendola, in via del tutto provvisoria, alla luce delle segnalate “scadenze improrogabili fissate per le già programmate decisioni del consiglio comunale in ordine alle prospettive di bilancio cittadino” le quali “rendono necessario che il consiglio possa deliberare, come da convocazione già fissata, in merito, onde evitare conseguenze possibilmente irreparabili dovute alla mancata adozione di tali atti”.

Alcuna valutazione sulla fondatezza del ricorso è stata effettuata dal Consiglio di Stato il quale, anzi, ha precisato “che spetterà al Collegio, a seguito della discussione in contraddittorio tra le parti, valutare la rilevanza delle acquisizioni istruttorie richieste dagli appellanti”.

Il 19 dicembre non vi sarà dunque alcuna udienza di merito, ma la discussione della domanda cautelare non ancora vagliata dal Collegio”.