Il sindaco Bellotti contro i muri dell’ignoranza. “Un treno della memoria per i nostri giovani”

Trenta anni esatti dalla caduta del muro di Berlino. Il sindaco di Guglionesi Mario Bellotti coglie l’occasione per ricordare i tanti muri di oggi.

“Oggi che ricordiamo la caduta del muro di Berlino, dovremmo pure ricordare che sono tanti i muri che dobbiamo ancora abbattere: il muro dell’odio, quello dell’intolleranza, quello dell’egoismo e, soprattutto, quello dell’ignoranza di chi non conosce o non vuole che si conosca e che desidera invece che tutto cada nell’oblio.

Ricordare e soprattutto conoscere cosa è stata la Shoah, ovvero lo sterminio degli Ebrei vittime del genocidio nazista, o cosa è stato in genere l’olocausto, è un dovere di tutti, perché tutti dobbiamo sapere di quali orrende quanto assurde atrocità è stato capace di compiere l’uomo contro i propri simili, affinché ciò sia da monito per batterci tutti, indistintamente, contro qualsiasi forma di intolleranza e di razzismo”.

Purtroppo però, le cronache nazionali ci riferiscono che in Italia vi è ancora tanto odio e tanta “ignoranza”, come ricorda il primo cittadino di Guglionesi.

“Siamo costretti a leggere – prosegue Bellotti – che vi è chi dopo aver subito tanta immotivata sofferenza, sopravvivendo ai campi di sterminio, è costretta a girare sotto scorta, perché qualcuno tuttora vorrebbe procurarle sofferenza e paura; mi riferisco alla Senatrice Liliana Segre, alla quale rivolgo la mia più piena solidarietà per le tante sofferenze che ancora è costretta a subire e che sarò orgoglioso di invitare ad un incontro da svolgersi con gli studenti della scuola di Guglionesi.

Come pure dobbiamo leggere che c’è qualcuno che nega un finanziamento per un ‘Viaggio della Memoria’, rifiutandosi di stanziare i 370 euro necessari per mandare in visita ad Auschwitz un ragazzo delle scuole superiori.

Dunque la comunicazione: “Nelle prossime settimane mi farò promotore di organizzare, anche attraverso il necessario reperimento di finanziamenti, un nostro ‘Treno della memoria’ che parta dal nostro territorio, in modo tale da poter permettere ai giovani presenti nel nostro comune di vedere Auschwitz e impararne il suo significato più profondo, perché come ci insegna Primo Levi Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.