Green Bond: quando la finanza si fa responsabile

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    I Green Bond o “obbligazioni verdi” non sono altro che strumenti finanziari finalizzati a progetti rivolti allo sviluppo ecosostenibile. L’ emissione di queste obbligazioni è infatti legata a progetti come per esempio il trattamento dell’acqua e dei rifiuti, controllo delle emissioni di C02, costruzioni di pale eoliche e qualsiasi altra iniziativa che possono avere un impatto positivo per l’ambiente.

    Queste obbligazioni, seppur abbastanza recenti, stanno subendo negli ultimissimi anni un incremento a dir poco vigoroso, complice la maggiore sensibilità legata alle tematiche ambientali che si sta facendo largo tra la popolazione.

    La commissione europea ha, infatti, recentemente enfatizzate le potenzialità di questi strumenti finanziari, promuovendo anche un pacchetto, chiamato “Energia pulita per tutti gli europei”, con il quale verranno investiti 177 miliardi l’anno a partire dal 2021.

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    Da chi sono emessi le “Obbligazioni Verdi”

    Da principio queste obbligazioni erano unicamente emesse da organismi sovrannazionali come la Banca Mondiale o la Banca Europea per gli investimenti, tuttavia il grande interesse che hanno attirato a sé ha spinto anche altre tipologie di istituti ad emettere questi titoli, come singole aziende o agenzie statali.

    Nel tempo anche paesi come la Cina, certo non il paese più verde al mondo, si stanno muovendo in una direzione diversa da quella dei combustibili fossili, cercando così di diminuire l’emissione dei famosi gas serra.

    Grazie anche ai vari accordi internazionali sul clima e soprattutto sotto la spinta della Cop 21 di Parigi dal 2017 c’è stato un ulteriore incremento sulle emissioni di Green Bond, crescendo del 54% su base annua.

    Questi risultati sono frutto sicuramente dell’azione decisiva delle principali Banche di Sviluppo mondiali (Banca Mondiale, International Finance Corporation, European Bank for Reconstruction and Development, European Investment Bank, Asian Development Bank, African Development Bank) che ogni anno onorare le loro promesse in fatto di sostenibilità attraverso larghe e sempre maggiori emissioni di Green Bond.

    Quando un’obbligazione è definita Green?

    Purtroppo non esiste un vero e proprio standard mondiale che possa qualificare un determinato bond come “Green”. Tuttavia sono presenti quattro linee guida elaborate dall’International Capital Market Association, ICMA, che fungono da principi inalienabili.

    In primis chi emette il titolo deve identificare con chiarezza la direzione dei proventi. In secondo luogo i progetti vengono selezionati e valutati per essere inseriti in un elenco di categorie. La gestione dei proventi deve essere assolutamente trasparente e infine dei report deve essere continuamente disponibili per tenere aggiornati gli investitori sull’avanzamento dei progetti.

    Green Bond e non solo: quando la finanza si fa responsabile

    I Green Bond non sono l’unica iniziativa con scopi che possiamo definire nobili da parte degli istituti finanziari.

    Altro esempio di finanza responsabile sono i Social Bonds, ovvero obbligazioni finalizzati al sostegno di iniziative di elevato interesse sociale, andando così a congiungere interessi economici individuali e interessi collettivi e pubblici.

    Ci sono poi anche i Suistainable Bonds. Anche questi sono prestiti obbligazionari finalizzati al sostegno di progetti sociali o ambientali, diretti alla riduzione della povertà o sviluppo di settori quali sanità, istruzione, agricoltura e infrastrutture.

    Com’è la situazione in Italia?

    Il nostro paese non è restato indietro in questo settore, ma anzi è in prima linea nel promuovere la definizione di nuovi standard informativi in grado di favorire lo sviluppo dei Green Bonds.

    Inoltre fa parte sia della Sustainable Stock Exchanges Initiative sostenuta dalle Nazioni Unite, sia della Climate Bonds attraverso la London Stock Exchange Group. Infine è tra gli osservatori dei Green Bonds Principals dell’International Capital Market Association.

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