Giunta senza ‘quote rosa’, il sindaco cede e nomina 2 donne: sono la figlia e la moglie degli assessori dimissionari

Gino Mascia, primo cittadino di Cercemaggiore, ha designato Anna Barilotti e Doria Spina come componenti della sua squadra di governo rispettando in questo modo le imposizioni della legge Delrio: "Ho evitato il ricorso che avrebbe fatto spendere inutilmente soldi all'ente", spiega a Primonumero. "Parentopoli? Ho rispettato la volontà degli elettori".

Ricordate la giunta comunale senza donne di Cercemaggiore? E il relativo ‘casting’, o meglio l’avviso pubblico per trovare due signore da scegliere come assessore? Alla fine rebus risolto. S’ammonta tutto. 

Per evitare il ricorso al Tar Molise (che quasi sicuramente avrebbe perso) il sindaco Gino Mascia ha tirato fuori il coniglio dal cilindro designando le due nuove esponenti del suo esecutivo: si tratta di Anna Barilotti e Doria Spina. Due nomi che probabilmente ai più non diranno niente, ma che in paese sono molto conosciute. Tanto è vero che il gossip politico cercese si era iniziato a scatenare già da qualche mese, quando sono iniziate a circolare le prime indiscrezioni.

Una è la figlia, l’altra è la moglie dei due assessori che si erano dimessi (Franco D’Elia e Donato Spina, ndr)”, ammette candidamente il primo cittadino che ha vinto le elezioni lo scorso maggio.

Prima di scendere nel dettaglio della vicenda relativa alle ‘quota rosa’ il sindaco di Cercemaggiore fa una premessa: “Con senso di senso di responsabilità e grande correttezza, due assessori della mia giunta comunale hanno dimostrato di non voler restare attaccati alla poltrona e si sono dimessi per darmi modo di adempiere alla legge Delrio“. Norma che impone a tutte le amministrazioni comunali di rispettare la parità di genere e di inserire le famose ‘quote rosa’ all’interno della Giunta. La stessa legge Delrio però, nel caso dei piccoli centri come Cercemaggiore, non impone agli aspiranti sindaci di inserire in lista delle donne.

“Conosco la legge Delrio, so che occorrevano delle donne nella giunta comunale e ne avevo contattate almeno sette. Ma poi si sono defilate”. 

Una volta eletto, senza quote rosa, il patatrac. Il ricorso depositato ai giudici amministrativi dalla consigliera di Parità della Regione Molise, l’avvocato Giuseppina Cennamo, per il mancato rispetto della rappresentanza femminile. Quindi il concreto rischio di perdere al Tar Molise e di dover sborsare parecchi soldi per gli avvocati.

Questo spiega anche il passo indietro degli assessori D’Elia e Spina. “Proprio loro mi hanno detto: ‘Non vogliamo che l’ente spenda soldi inutilmente’. Perciò si sono dimessi: per consentirmi di nominare due donne in giunta. Del resto, l’Avvocatura dello Stato non solo ha fatto ricorso per l’assenza di donne in giunta, ma ha chiesto pure l’annullamento dell’avviso pubblico ritenendolo discriminatorio dal momento che era rivolto solo alle donne che risiedono a Cercemaggiore”.

Il primo cittadino era ‘braccato’. Da qui la decisione di nominare Anna Barilotti e Doria Spina che, agli occhi degli oppositori, hanno un ‘peccato originale’: sono parenti strette degli assessori dimissionari. 

“Sono due donne giovani”, glissa Mascia. “Una ha circa 30 anni, l’altra ne ha meno di 40. Doria Spina è laureata in Scienze dell’Amministrazione, mentre Anna Barilotti è commerciante. Mi potrebbero accusare di parentopoli? Non esiste, dovevo rispettare la volontà degli elettori che aveva sostenuto quelle famiglie. Alle elezioni amministrative i due assessori erano stati tra i più votati, risultando il terzo e il quarto degli eletti”.

A suo dire, dunque, un modo per salvare capre e cavoli.

Non si sa di cosa si occuperanno Anna Barilotti e Doria Spina all’interno del governo cittadino cercese: Mascia non ancora assegna loro le deleghe. Tuttavia, dice convinto, “penso di aver fatto la scelta migliore: sono persone valide e qualificate, potranno dare una mano per il bene del paese”.