Fondazione Macte: “Nessuno stop da Prefettura, mancano solo documenti. Diamo valore a opere del Comune”

Il legale rappresentante della Fondazione Macte fornisce la propria versione dopo la mancata iscrizione nel registro delle personalità giuridiche deciso dalla Prefettura: "Solo carenza documentale"

Nessuno stop, nessun diniego. Secondo il legale rappresentante della Fondazione Macte, l’iter per la registrazione dell’ente avrebbe subito un rallentamento poiché carente di alcuni documenti. Sarebbe quindi tutto facilmente sanabile e non ci sarebbe stata alcuna cessione delle opere del Premio Termoli al privato.

Questa la versione fornita dalla Fondazione all’indomani della notizia della mancata iscrizione della Fondazione nel Registro delle personalità giuridiche da parte della Prefettura di Campobasso.

Questa quindi la versione di Paolo De Matteis Larivera. “Va anzitutto chiarito che nessun provvedimento di diniego è stato emesso dalla Prefettura competente, la quale ha semplicemente sospeso l’iter per la registrazione della Fondazione in attesa del necessario parere del Ministero e della trasmissione di ulteriore documentazione da parte del Comune di Termoli.

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L’atto endoprocedimentale emesso dalla Prefettura, dunque, non ha affatto contenuto di diniego, né tantomeno la ragione di tale inesistente rifiuto potrebbe essere individuata nel fatto che i beni conferiti dal Comune di Termoli non possono essere destinati a patrimonio della Fondazione: è del tutto ovvio che le opere di cui il Comune è proprietario non possano essere accanto destinate, né mai lo sono state, essendo esse oggetto di un mero comodato d’uso finalizzato non certo al loro conferimento a patrimonio della Fondazione, bensì alla valorizzazione della collezione di opere del Premio Termoli, mediante i progetti di promozione dell’arte e della cultura di cui la Fondazione si sta già facendo promotrice, senza alcuno scopo di lucro.

E’ peraltro il caso di precisare che l’attività della Fondazione sta valorizzando un patrimonio che, diversamente, neppure avrebbe potuto essere condiviso con il pubblico, come di fatto non lo è stato per anni, rischiando di essere dimenticato e di perdere ogni valore e funzione sociale.

Alla luce di quanto precede, la rappresentazione da voi offerta anche tramite la testuale riproposizione di affermazioni attribuite a esponenti del consiglio comunale che non hanno però alcun fondamento e che evidentemente non sono state verificate quanto a loro contenuto, sono tali da produrre concreti danni alla Fondazione Macte, la quale – lo si ripete, senza alcuno scopo di lucro – offre lavoro a personale dipendente proveniente dal territorio e si prefigge unicamente l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale del Comune“.