Fondazione Macte e opere Premio Termoli, stop dalla Prefettura. A rischio gestione pubblico-privata

Il Palazzo di Governo non iscrive la Fondazione mista pubblico-privata nel registro delle personalità giuridiche della Regione. Potrebbe essere messa in discussione quindi la gestione che mette insieme Comune e Emi Holding Spa (Gruppo Larivera). Fra i motivi del No la mancata autorizzazione per la concessione delle opere in comodato d’uso a terzi

La gestione del Macte e delle opere del Premio Termoli tornano in discussione. La Prefettura di Campobasso ha infatti imposto uno stop alla richiesta di iscrizione nel registro delle Persone giuridiche della provincia di Campobasso ed al riconoscimento della personalità giuridica della Fondazione Macte.

In sostanza, la gestione pubblico-privata voluta dall’Amministrazione Sbrocca ha trovato un ostacolo che potrebbe portare il Comune a rivedere Statuto e Atto costitutivo della Fondazione o addirittura a rivedere la gestione del Museo di Arte contemporanea di via Cina e delle opere di 61 anni del Premio Termoli.

Con una lettera indirizzata proprio al Comune e al legale rappresentante della Fondazione, la Prefettura ha comunicato il diniego, motivandolo in due punti: “Nel caso delle Fondazioni, diversamente da quanto avviene per le associazioni, l’ente non viene ad esistenza fino all’avvenuto riconoscimento da parte dell’Autorità preposta, in quanto non esistono nel nostro Ordinamento fondazioni di fatto”.

Ma c’è dell’altro, perché dietro il No ci sarebbe anche la mancata richiesta di autorizzazione alla concessione delle opere in comodato d’uso a terzi. “I beni conferiti in comodato d’uso non possono essere imputati a patrimonio della Fondazione, così come i beni promessi o che si prevede di acquisire. Si rappresenta, inoltre, che al completamento del procedimento istruttore occorre richiedere il preventivo parere del Ministero per i Beni e le attività culturali”.

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Che è esattamente quanto chiedeva la Soprintendenza archeologica delle Belle Arti e del paesaggio del Molise, la quale aveva già rappresentato al Comune questa necessità. “È quello che chiedevo da tempo” sottolinea oggi il consigliere comunale di maggioranza Annibale Ciarniello.

L’esponente leghista già da un anno si era rivolto alla Soprintendenza per chiedere una verifica sulla regolarità della delibera di consiglio comunale del novembre 2018 che ha istituito la Fondazione ‘Macte Termoli’ con conseguente approvazione dello schema di atto costitutivo e dello Statuto.

Una Fondazione che aveva trovato nella Emi Holding Spa del Gruppo Larivera il partner privato. Le iniziative curate dalla nuova gestione avevano già avuto un buon riscontro, a cominciare dall’incontro pubblico col maestro Philippe Daverio della scorsa estate.

Annibale Ciarniello, Lega

Infine il consigliere comunale leghista aveva proprio espresso dubbi sul fatto che essendoci sul patrimonio delle opere un vincolo da parte della Soprintendenza non ci sarebbero state richieste autorizzative da parte del Comune di Termoli per la cessione in comodato d’uso a terzi.

“Alla fine le irregolarità vengono sempre a galla. Mi fa piacere constatare che la procedura di affidamento del Macte e di tutto il patrimonio artistico del comune di Termoli alla Fondazione costituita dalla precedente Amministrazione, finisca come una bolla di sapone. I miei dubbi sulla legittimità di tutto l’iter si sono rivelati più che fondati e tra l’altro confermati dalla stessa sovrintendenza con la risposta del 16 gennaio 2019 alla mia missiva di novembre 2018. Soddisfatto anche sotto l’aspetto personale in quanto resto del parere che il patrimonio comunale, soprattutto quello artistico, debba restare a guida pubblica”.

Secondo Ciarniello “adesso serve la volontà politica di modificare le cose. Si può modificare la Fondazione, ma dando il controllo al pubblico e non al privato”.