Edilizia, il bluff dello Sblocca Cantieri. Sindacati protestano: “Il Molise rischia l’isolamento”

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono “misure per preservare il territorio, per rendere sicuri gli edifici scolastici, sanitari e pubblici. I sindacati hanno manifestato in via Genova, davanti alla sede della Regione, per chiedere alla politica di agire: "E' necessario istituire una task force con tutte le sigle sindacali per affrontare la crisi in atto”. Pressing anche sul Governo per nominare il commissario per la ricostruzione post sisma in basso Molise.

Una manifestazione pacifica ma dalle precise e, ormai, inderogabili richieste. È quella messa in atto questa mattina, 15 novembre, in via Genova, davanti alla sede della Regione, dai sindacati che rappresentano il settore edile che da anni vive una situazione di crisi molto complessa. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono “misure per preservare il territorio, per rendere sicuri gli edifici scolastici, sanitari e pubblici, per valorizzare il parco abitativo popolare. La Regione dovrebbe definire un elenco di opere cantierizzabili a breve termine e un’ulteriore lista di opere da realizzare con tempi più lunghi. Per far questo, bisognerebbe istituire una task force con tutte le sigle sindacali per affrontare la crisi in atto”.

Protesta edili

In sostanza lo Sblocca Cantieri non ha riacceso i motori della ‘macchina’. E oggi in 100 città d’Italia si svolgono altrettante manifestazioni di protesta.

Protesta edili

In definitiva, i sindacati si appellano alla politica regionale affinché l’edilizia diventi la priorità, o una delle priorità, nell’azione di governo “per i progetti del Master Plan e un confronto con Ministero, Anas, Rfi” che garantiscano finanziamenti che puntino su un territorio sicuro, con infrastrutture all’avanguardia e attrattivo per insediamenti produttivi.

Nel dettaglio, la rappresentante di Fillea Cgil, Lucia Merlo, punta sul rilancio dell’edilizia sulle strade di collegamento assolutamente inadeguate: “Quando parliamo di settore delle costruzioni e di rilancio della Regione vogliamo dire che il nostro è un comparto trasversale. Se non abbiamo la viabilità che colleghi il Molise con il resto del mondo è impossibile pensare a uno sviluppo di tutti gli altri settori. Le infrastrutture sono fondamentali per rompere l’isolamento della regione e dare prospettive e sviluppo a un territorio morente”.

Capitolo a parte merita il post sisma. Per le organizzazioni sindacali è prioritaria la nomina del commissario alla ricostruzione in Basso Molise colpito dal terremoto il 16 agosto 2018. Una richiesta avanzata al Governo nazionale: senza tale figura non è possibile utilizzare nemmeno i finanziamenti stanziati da Roma per la cosiddetta ‘ricostruzione pesante’.

Come far fronte agli interventi ancora da mettere in campo? Per i sindacalisti il modo migliore sarebbe quello di “applicare regole semplici, snelle, garanti della sicurezza nei luoghi di lavoro, ed è necessario favorire l’aggregazione di Comuni in Consorzi, e supportare gli stessi sbloccando la ricostruzione pubblica e privata attraverso l’adozione di task force di tecnici”.

Invece per rivitalizzare l’edilizia privata queste le proposte dei sindacati: “Lo Stato sta offrendo tante opportunità utili: eco bonus, sisma bonus, conto termico, bonus facciate. Sarebbe utile che la Regione informi sulle opportunità e soprattutto diventi protagonista con progetti di programma da concordare con i Comuni per la riqualificazione urbana e dei borghi, integrando i vari bonus con risorse regionali e adottando lo zero consumo suolo”.