Edilizia, è crisi nera: in un anno oltre 500 imprese chiuse. Tavolo di concertazione permanente

Il settore dell’edilizia è in crisi nera, e i dati lo dicono in maniera chiara e inequivocabile. Ieri a Palazzo Vitale l’incontro tra il governatore Donato Toma e una delegazione dell’Ance, al termine del quale l’ufficio stampa del presidente della Regione Molise fa sapere di stare andando verso la costituzione di un tavolo permanente sull’edilizia.

Una misura di confronto costante tra gli addetti ai lavori e i referenti politici “per osservare e monitorare lo stato dell’arte, segnalare eventuali criticità riscontrate, superare i rallentamenti, soprattutto, che si verificano nell’erogazione dei pagamenti”.

Perché anche questo aggiunge difficoltà a un settore molto provato, sul quale da anni incombe una crisi che non ha certo risparmiato il Molise, dove l’edilizia è uno dei campi occupazionali e produttivi principali.

A contribuire alla situazione che vede centinaia di piccole e medie imprese molisane provate drasticamente, la burocrazia che richiederebbe uno snellimento radicale delle procedure.

Il confronto di ieri sera tra Regione e Confindustria e i rappresentanti di Ance e Scuola Edile è stato incentrato anche su questo punto. L’associazione nazionale costruttori edili Molise ha consegnato un documento di proposta in dieci punti al Governatore sulle problematiche più urgenti che interessano il settore. Il documento che sarà esaminato a breve, fanno sapere da Palazzo Vitale, dal presidente Toma e dall’assessore alle infrastrutture e ai trasporti Vincenzo Niro. A parole dunque tutti d’accordo nel mettere in campo una forma di collaborazione che, nel rispetto dei ruoli, possa fronteggiare lo stato di grave crisi del settore.

Il tavolo tecnico è fortemente voluto perché gli addetti ai lavori denunciano che la crisi sta mettendo in ginocchio l’intera economia molisana. I numeri raccontano un comparto in fortissima difficoltà, sulla quale pesano la chiusura di imprese anche storiche e l’aumento dei disoccupati. Dal 2018 hanno chiuso infatti oltre 500 imprese e sono oltre 6000 i dipendenti impiegati nell’edilizia che hanno perso il lavoro.

Serve anche, hanno ribadito i rappresentanti dei costruttori, una nuova legge sugli appalti pubblici e lo snellimento delle procedure di erogazione dei pagamenti.