Subì violenza sessuale dal parroco, ma per il magistrato dopo i 14 anni era “consenziente”. Giada Vitale su Rai1: “Delusa dalla Procura”

Archiviata la posizione di don Marino Genova per gli abusi commessi tra il 2009 e il 2012, quando Giada Vitale ha compiuto il 14esimo anno di età. Questa mattina la vicenda che ha sconvolto il Molise per anni su Rai1 a “Storie Italiane”. "mi sento umiliata e delusa - ha detto la vittima, oggi 24enne - don Marino mi ha rovinato l'adolescenza, la giustizia rischia di rovinarmi la giovinezza".

La notizia è di pochi giorni fa. Il Pubblico Ministero di Larino ha deciso di archiviare, per mancanza di elementi, la posizione di don Marino Genova relativa agli abusi sessuali commessi su Giada Vitale quando la ragazza ha compiuto il quattordicesimo anno di età. Una archiviazione che ha scioccato la stessa protagonista di un lungo inferno che si è concluso solo nel momento in cui ha trovato la forza di denunciare quelle violenze avvenute in sacrestia. La difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe D’Urbano, sta preparando la richiesta di opposizione.

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La storia di Giada  questa mattina a “Storie italiane”, popolare trasmissione televisiva in onda su Rai 1.  Oltre a Giada,  in studio la psicologa ed esperti di diritto che hanno suffragato la delusione espressa dalla vittima per questa decisione della Magistratura.


IL CASO GIUDIZIARIO

Per il momento il processo a don Marino Genova, ex parroco di Portocannone, per gli abusi sessuali su Giada dopo che la ragazzina ha compiuto i 14 anni, non ci sarà. Il pm di Larino Ilaria Toncini, che aveva inizialmente deciso di riaprire il fascicolo relativo alla violenza tra i 14 e i 17 anni della giovanissima (avvenuta nel periodo tra il 2009 e il 2012), ha deciso di archiviare. Dopo due anni quel filone finisce nel cestino, anche se la, difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe D’Urbano penalista del foro di Larino, sta già preparando la richiesta di opposizione.

Don Marino Genova era stato condannato in Appello, dunque in secondo grado, a 4 anni e 10 mesi. In primo grado gli era stata inflitta una condanna di 6 anni ma la Corte di Campobasso ha fatto valere l’attenuante della minore gravità, sostenendo che la violenza non è stata consumata fino in fondo, attraverso atti completi. E questo nonostante i giudici siano stati concordi nel definire il sacerdote, oggi 63enne, protagonista di violenza sia fisica che psicologica e di comportamenti subdoli nei confronti di quella ragazzina che oggi è una giovane donna che a fatica sta cercando di ricostruire, pezzo a pezzo, la sua esistenza compromessa da un trauma del genere. Il caso giudiziario è complesso e certamente finirà in Cassazione.

Il fascicolo relativo agli atti sessuali commessi fino al 2012 era stato inizialmente stralciato perché, secondo il giudice che se ne era occupato all’epoca, Daniele Colucci, “la Vitale era capace di poter scegliere e quindi di poter partecipare consapevolmente agli atti sessuali con Don Marino”. Tuttavia 2 anni fa era stato riaperto, fra la speranza e le aspettative di Giada. E’ notizia di queste ore invece che lo stesso magistrato di Larino che aveva ripreso in mano il fascicolo ha archiviato nuovamente la posizione del sacerdote per la violenza commessa quando Giada Vitale aveva 14,15, 16 e 17 anni.

Giada Vitale oggi a STORIE ITALIANE: “Non mi sento protetta dalla magistratura”

Una delusione enorme, e anche inaspettata. Oggi 15 novembre Giada Vitale, accanto alla sua psicologa, è tata ospite della trasmissione televisiva Storie Italiane, in onda su Rai1, e ha ammesso il suo conforto completo davanti a questa decisione. Don Marino mi ha rovinato l’adolescenza, ma la Procura mi sta rovinando la giovinezza”.

Uno sconforto motivato proprio dalla recentissima archiviazione da parte del Pm degli atti sessuali compiuti da don Marino – e ammessi dallo stesso, che ora si trova in un monastero di Subiaco – difeso nel processo che certamente arriverà in Cassazione dall’avvocato Carlo Taormina, il quale ha evidenziato quella che a suo dire è coerenza di diritto rispetto all’archiviazione del filone relativo agli abusi dell’ex parroco di Portocannone negli anni tra il 2009 è il 2012.

 

Si è discusso, durante una mezz’ora buona di trasmissione che ha anche interpellato esperti di diritto, di cosa possa significare essere consenzienti per una quattordicenne traumatizzata, priva di un padre, che nel sacerdote aveva un importantissimo riferimento anche sociale, che esercitava una sorta di ruolo di tutore. Una archiviazione che l’avvocato Giuseppe D’Urbano impugnerà facendo richiesta di opposizione alla stessa, come ha spiegato nel collegamento telefonico.

“La Procura – ha concluso Giada – invece di proteggere me protegge un prete pedofilo che ha anche ammesso i fatti”. Una frase forte quella pronunciata su Rai 1, she si fonda sulla delusione e il senso di impotenza per quel dolore subito che non è mai passato e l’ha portata anche a essere vittimizza dal suo paese, come ha aggiunto. “Io non ne posso più, anche adesso in paese continuano in molti a proteggere il sacerdote. Mi sento offesa e umiliata. Gli unici che mi sono stati vicini sono le mie insegnanti e il Conservatorio”. Giada è una organista che proprio di recente si è brillantemente laureata in musica.