Domani l’ultimo saluto all’operaio morto in azienda. Dolore e sgomento a Bojano

Domani nella chiesa di Sant'Emiddio a Monteverde di Bojano saranno celebrati i funerali di Michele Calabrese, il 43enne che ha perso la vita dopo un drammatico incidente all'interno della Bernardo Marmi. Indagano i Carabinieri, mentre i sindacati avviano la mobilitazione

Dopo l’ispezione cadaverica disposta dal magistrato ed effettuata ieri all’ospedale Cardarelli di Campobasso, la salma di Michele Calabrese è stata restituita oggi alla famiglia. Domani, alle ore 11, la chiesa di Sant’Emiddio a Monteverde di Bojano ospiterà le esequie dell’operaio morto ieri mattina, schiacciato da una lastra di marmo mentre lavorava nella Bernardo Marmi, azienda della zona.

La tragedia ha provocato dolore e sgomento tra chi conosceva il 43enne che lo descrive come “un bravissimo ragazzo e un gran lavoratore”. Non riesce a darsi pace la numerosa famiglia di Michele, un operaio esperto del settore. Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Bojano consentiranno di far luce sul tragico avvenimento, l’ennesimo caso di ‘morte bianca’ registrato nella nostra regione.

La vicenda, che conferma l’aumento del numero di morti bianche in Italia nel 2019, ha avuto un’eco nazionale: da Roma prende posizione la Metalmeccanici di Confintesa.

“Purtroppo il fenomeno delle morti bianche è una realtà con cui gli operai italiani devono fare i conti quotidianamente – ha detto Giustino D’Uva, segretario generale dei Metalmeccanici di Confintesa – nella giornata di ieri una tragedia sul lavoro ha colpito anche il Molise, per questo esprimiamo il nostro più sentito cordoglio ed esprimiamo solidarietà alla famiglia ed ai colleghi della vittima.

Le ragioni dell’aumento degli incidenti mortali sono ormai note: turni massacranti, carenze nei dispositivi e nelle procedure di sicurezza, scarsa formazione in materia e totale assenza di controllo da parte degli enti preposti.

Per queste ragioni – ha concluso D’Uva – porteremo avanti, in Molise come in tutta Italia, una serie di iniziative volte a promuovere la cultura della sicurezza in azienda, della consapevolezza e del rispetto delle norme, affinché l’incolumità degli operai, spesso subordinata alle ragioni del profitto, torni ad essere il valore preminente”.

Anche la Ugl si fa sentire con il segretario Paolo Capone: “L’Ugl è vicina alla famiglia dell’operaio che ha perso la vita questa mattina sul posto di lavoro a Bojano, in provincia di Campobasso. Si continua a morire con una tale facilità agghiacciante, per cui è evidente che occorre promuovere una maggiore cultura della sicurezza. Sono necessari più controlli e una formazione adeguata, soprattutto nei settori a rischio. L’Ugl continua il suo tour ‘Lavorare per Vivere’ prossima tappa a L’Aquila, dove saremo martedì 26 novembre in piazza Duomo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno”.