Topi in città, la ditta: “Non c’è nessuna emergenza”. Proposte al Comune le trappole ecologiche

La problematica topi e ratti a Termoli è molto sentita ma dalla ditta che se ne occupa (cui la Rieco ha sub-appaltato il servizio) fanno sapere che è tutto sotto controllo. Proposto al Comune un sistema alternativo: le trappole ecologiche

Emergenza topi in città, sì o no? A sentire il direttore della ditta che se ne occupa a Termoli sarebbe tutto nell’ordine della normalità. Eppure i cittadini segnalano di continuo avvistamenti poco piacevoli di ratti, in centro così come in periferia.

Ne abbiamo parlato con Leonardo Corradini, vice presidente della ditta Quark cui la Rieco  ha sub-appaltato il servizio specifico di derattizzazione e disinfestazione. Un servizio che va avanti regolarmente dai primi mesi dell’anno in corso. “Veniamo a Termoli con regolarità due volte al mese, come da contratto, senza considerare gli interventi spot che si possono aggiungere se ci sono segnalazioni particolari”.

La ditta Quark ha la sede principale a Jesi, in provincia di Ancona, ma ha sedi anche a Roma e San Benedetto del Tronto. È specializzata in questo tipo di interventi, e li effettua in diverse città italiane.

Il caso Termoli parrebbe non esistere, a dispetto della fobia dei roditori che ultimamente sembra stia divampando in città. “Termoli non ha problemi maggiori rispetto alle altre città, sia chiaro. Però essendo una città antica ha un problema di rete fognaria vecchia che può causare qualche difficoltà”. Il riferimento va soprattutto al borgo antico dove “non tutte le fogne hanno il cestello di raccolta dell’acqua. Sono come quelle di una volta, a pozzo, e per questo motivo i topi facilmente arrivano sull’asfalto”.

C’è poi un altro problema – comune a molte città, beninteso – che riguarda il sistema di raccolta rifiuti porta a porta. Chiaro che, laddove i sacchetti di immondizia vengano lasciati sulla strada, il problema è anche peggiore. Ma anche i contenitori della differenziata esposti dalla sera alla mattina fuori dalle abitazioni possono attirare i roditori che, con il loro olfatto sopraffino, sentono la presenza di cibo e ne vengono attratti, finanche se si tratta di un piccolo residuo.

L’ultimo intervento di derattizzazione, in ordine di tempo, risale a martedì 12 novembre. Il prossimo dunque da calendario è previsto entro l’inizio di dicembre. La tecnica è standardizzata e prevede i contenitori con delle esche che al loro interno contengono il famoso veleno. Un veleno che però – ci spiega Corradini – non uccide immediatamente il topo. “Il processo chimico porta alla morte dopo 12-24 ore dall’ingerimento. In quel lasso di tempo il topo sarà come stordito ed è proprio per questo che sarà possibile avvistarlo per le strade”. Perché se il veleno non avesse agito difficilmente il roditore attraverserebbe vie dove sente il rumore di persone e macchine.

“Avvistare un topo ogni tanto è normale, è fisiologico. Capisco che non sia piacevole ma posso assicurare che il servizio sta funzionando e la situazione è sotto controllo”.

C’è poi un terzo fattore che spiegherebbe in parte il problema ‘topi’. Corradini ci spiega che c’è stato un periodo di vacatio dal termine del servizio da parte delle ditta che ha preceduto la Rieco e quest’ultima. “Anche questo può aver influito”.

Si potrebbe prospettare una novità perchè alla tradizionale trappola con veleno, oltretutto pericoloso anche per altri animali, c’è un’alternativa e la ditta Quark l’ha già proposta al Comune di Termoli, che da parte sua la starebbe valutando. È un sistema che l’azienda marchigiana ha già adottato, ad esempio, nel Comune di Ancona e assicurerebbe una serie di vantaggi. Il sistema si chiama Ekomille e si tratta di trappole ecologiche che non prevedono dunque l’utilizzo di veleno. Il topo e il ratto sarebbero attirati da mangimi naturali presenti nella trappola, per poi venire catturati. “Con quel sistema se ne possono catturare anche 4-5 o 10 alla volta”. Un sistema che è in linea con quanto prescritto dalla normativa europea che vieta di utilizzare veleno nelle postazioni per un periodo superiore a 6 settimane. Inoltre è un servizio più efficiente rispetto al sistema classico.

La svolta ‘ecologica’ potrebbe riguardare dunque anche i topi termolesi.