Debiti record con sanità e Trenitalia, ma la Regione spende ancora troppo per consulenze e partecipate foto

La Corte dei Conti ha evidenziato tutte le criticità della gestione finanziaria del governo guidato nell'ultimo anno e mezzo da Donato Toma. Deficit sanitario lievitato a 40 milioni, complice anche la mancata approvazione del Piano operativo dal commissario. Grave il responso sull'Azienda sanitaria che ha aumentato le consulenze, avviato selezioni senza la necessaria trasparenza e peggiorato i tempi dei pagamenti dei fornitori. Infine, il pesante conto da pagare a Trenitalia (20 milioni), mentre in via Genova aumentano gli stipendi ai direttori dei Dipartimenti. Infine le società partecipate: "Si rischia di mantenere in vita enti inutili"

Dopo un anno e mezzo di governo Toma, un tecnico prestato alla politica, come ama definirsi lui stesso, i conti della Regione Molise fanno acqua da tutte le parti. Ci sono 15 milioni di debito fuori bilancio. E poi una serie di “irregolarità e incongruenze”, criticità irrisolte come la storia infinita della dismissione delle società partecipate. 

Corte dei Conti

E’ allarme nel giorno del giudizio, al termine dell’ampia ricognizione della Corte dei conti che promuove con riserva il rendiconto generale della Regione Molise, che dunque sarà approvato in ritardo perchè “rimandato” e in attesa di correttivi. Alla fine la “parifica”, come si dice in gergo, viene concessa ma con una serie di capitoli di spesa da sanare che vengono elencati alla fine della cerimonia che si svolge nella Prefettura di Campobasso alla presenza del presidente Angelo Buscema.

Cartellino rosso per la sanità regionale: a 12 anni dall’inizio del piano di rientro dal debito, restano le “crescenti difficoltà”, “nodi strutturali irrisolti”, sottolinea il presidente della sezione regionale di controllo per il Molise della Corte dei Conti Mario Nispi Landi. La magistratura conferma un disavanzo di quasi 30 milioni di euro per il 2018, debito che il prossimo anno dovrebbe lievitare a 40 milioni di euro. E dunque l’aumento di Irpef e Irap.

Criticità, ammette pure la Corte dei Conti, dovute in parte anche al ritardo con cui è stato nominato il commissario (designato nel Consiglio dei ministri del 7 dicembre 2018) che ha ritardato di conseguenza anche l’adozione del nuovo Piano operativo 2019-2021.

Per i magistrati va chiarito il limite di operatività dei privati, in particolare “il ruolo di Neuromed e Cattolica” e le relative prestazioni extra budget. 

Altra stoccata alla Regione: non sono stati ancora attivati gli accordi per l’utilizzo dei 100 milioni stanziati per l’edilizia sanitaria.

Bacchettata pure l’Azienda sanitaria regionale: pur avendo chiuso il 2018 con il bilancio in pareggio, ci sono una serie di irregolarità segnalate dalla magistratura contabile. Ad esempio, il costo delle consulenze è aumentato quasi 2 milioni di euro, mentre le selezioni sono state svolte senza rispettare alcuni obblighi di legge sulla trasparenza.

Non solo la sanità: la Corte dei conti certifica anche il debito che la Regione Molise ha con Trenitalia. Pur avendo erogato quasi 10 milioni di euro per il servizio di trasporto ferroviario, c’è un conto aperto di altri 20 milioni di euro che la Regione restituirà in 10 rate semestrali di cui le prime due dovranno essere pagate entro il 15 dicembre prossimo.

Sotto la lente un ‘evergreen’: lo stato di salute delle società partecipate che conquistano il ‘sei rosso’ anche per il 2018 nella speciale pagella dei magistrati, i quali puntano il dito su “inadempienze, lentezze, incongruenze e contraddizioni non risolte” dall’amministrazione di via Genova. Il rischio è di mantenere in vita “enti privi di reali reale utilità con sovrapposizioni di competenze”. Dunque “la dismissione è improcrastinabile”.  Tra i punti più controversi la fusione tra Funivie del Molise Spa, la Campitello Matese s.c.p.a. in liquidazione e la Korai srl, anch’essa in liquidazione.

Invece arriva la censura sull’affidamento dei servizi informatici e informativi a società private, ossia la ditta P. A. Digitale Adriatica s.r.l., la ditta Zucchetti Molise srl e la ditta Spectre srl: “Risultano aggiudicatarie dirette di servizi che rientrano all’interno della convenzione tra l’ente regionale e la Molise dati”. Affidamento che sono già oggetto di indagini da parte della Procura della Corte dei Conti.

Il giudizio finale è durissimo: per il procuratore, ci sono “difficoltà della Regione di effettuare una corretta programmazione e gestione finanziaria delle risorse e delle spese”. Un paradosso forse se si pensa che in via Genova c’è stato il “significativo aumento delle spese sostenute per le retribuzioni dei direttori generali”.

Alla fine la difesa del presidente Donato Toma che fa il punto sull’azione messa in campo dalla Regione, ad esempio le procedure per velocizzare i tempi di pagamento dei fornitori, la nuova governance sulle partecipate e la semplificazione della burocrazia per rendere più attrattiva la Regione alle aziende. Ma c’è un sassolino che il governatore si toglie dalla scarpa: la nomina del commissario esterno Giustini che sottrae alla Regione qualsiasi potere.